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Pubblicato inGenitori

Quali sono i primi sintomi della gravidanza?

Come scoprire se si è incinta? Quali sono i segnali da tenere in considerazione? E dopo quanto si presentano? Scopriamo tutto quello che c’è da sapere.

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Sin dalle prime settimane dopo il concepimento, la gravidanza può iniziare a dare dei segnali alla donna. Primo tra tutti, evidente, è ovviamente l’assenza delle mestruazioni. Ma non è il solo.

Con l’aiuto dei ginecologi del Santagostino, scopriamo quali sono i primi sintomi della gravidanza e dopo quanto tempo è possibile capire se si è incinta.

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I primi sintomi della gravidanza

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Le manifestazioni iniziali della gravidanza possono variare da donna a donna, nelle tempistiche e nelle modalità. Possono comparire poco dopo il concepimento o tardare, possono essere lievi fastidi o disturbi più accentuati. Non c’è una regola precisa.

Vediamo quali sono i segnali fisiologici che si presentano più di frequente.

1. Ritardo nel ciclo mestruale

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Il sintomo più indicativo che potrebbe segnalare l’inizio di una gravidanza è il ritardo delle mestruazioni. Va specificato, tuttavia, che anche delle lievi perdite ematiche possono rientrare in un quadro di gestazione. Talvolta, nel corso di una gravidanza, si possono manifestare infatti delle pseudo mestruazioni (note anche come “falso ciclo”), che compaiono con una cadenza ripetitiva al punto da poter essere scambiate a tutti gli effetti per mestruazioni.

2. Nausea e vomito

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La nausea è un sintomo noto per essere tipico delle donne in gravidanza e infatti accompagna circa il 50% delle donne nel primo trimestre.

In special modo è possibile soffrire di nausee mattutine, che tendono poi a scomparire ​tra la sedicesima e la ventesima settimana di gravidanza oppure entro il terzo mese. Alla nausea si associa – di solito – anche il vomito. Gli episodi di nausea non rappresentano un pericolo per la salute del feto ma, qualora siano particolarmente accentuati e persistenti, possono segnalare la presenza di una condizione che richiede attenzione medica e, talvolta, un ricovero ospedaliero: l’iperemesi gravidica.

3. Alterazione degli odori e dei sapori

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Può esserci anche una differente percezione degli odori e dei sapori. E, in particolare, odori che prima erano graditi, possono diventare disgustosi per la donna incinta, come in particolare il fumo di sigaretta, il caffè o delle sostanze con un odore molto forte come profumi e deodoranti.

4. Aumento del volume del seno

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Tra i primi sintomi della gravidanza, vi è un incremento del volume del seno e dei capezzoli e un aumento della loro sensibilità.

Per molte donne può essere difficoltoso dormire in posizione prona (a pancia in giù) a causa della tensione e del fastidio che si provano, molto spesso associate a cambiamenti della cute delle mammelle. Le areole, in particolare, possono presentare rilievi evidenti, i tubercoli di Montgomery, e cambiare colore divenendo più scure e allargarsi. Questo avviene a causa della spinta ormonale che viene esercitata sulla ghiandola mammaria, al fine di rinforzarla e prepararla alla produzione di latte.

Dal momento che la tensione al seno è anche un sintomo comune al periodo premestruale, è possibile distinguere le due condizioni notando se il problema invece di risolversi, persiste e si accentua.

5. Maggiore frequenza nell’urinare

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Un altro sintomo può essere la minzione frequente, che è indotta da una serie di fattori: la modificazione della posizione dell’utero sin dalle prime settimane di gravidanza, l‘aumento del sangue circolante a causa della formazione della placenta, e l’azione del progesterone, che rilassa la muscolatura della vescica e dell’uretra.

6. Stanchezza e sonno persistente

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Il progesterone è l’ormone principe del primo trimestre di gravidanza ed è un ormone che tende a rallentare il metabolismo e può dare i suoi effetti a livello di diversi apparati. In particolare, è tipico per le donne in gravidanza soffrire di stanchezza o avere una facilità al sonno persistente durante la giornata proprio perché questo ormone ha la caratteristica di rallentare tutto il metabolismo.

La dilatazione dei vasi sanguigni, l’abbassamento della pressione sanguigna e il calo della glicemia possono portare in alcuni casi alla comparsa di vertigini e giramenti di testa o addirittura mancamenti.

7. Mal di pancia

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Dopo l’avvenuta fecondazione, l’uovo migra dalla tuba di Falloppio verso la cavità uterina dove avviene impianto dell’embrione. Questo processo può causare delle stimolazioni all’interno dell’utero, che risponde contrandendosi e generando così fastidio o dolore nella parte inferiore dell’addome.

Nelle prime settimane di gravidanza, dunque, possono insorgere sensazioni di dolore o crampi (detti “crampi da impianto”) come effetto dell’ingrandimento dell’utero, che si espande per fare spazio allo sviluppo dell’embrione. Dove si sente il dolore da impianto? I dolori tendono a concentrarsi nel basso ventre.

Va sottolineato, tuttavia, che questa sintomatologia risulta molto simile a quella che anticipa l’arrivo del ciclo mestruale, pertanto da sola non può essere considerata un indicatore definitivo della presenza di una gravidanza.

8. Difficoltà digestive e stitichezza

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Sempre il progesterone può dare i suoi effetti anche su altri apparati dell’organismo della donna. Per questo, fin da subito, la donna incinta può riscontrare difficoltà digestive o stitichezza.

9. Sbalzi d’Umore

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Fin dai primi giorni della gravidanza, gli ormoni condizionano la sensibilità della gestante, determinando irritabilità e sbalzi di umore. Potrebbero manifestarsi in questi primi giorni una maggiore emotività e fragilità, che rendono la donna più incline al pianto e all’ansia, ma anche all’euforia.

Altri sintomi

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Altri sintomi che possono manifestarsi nelle prime settimane di gravidanza sono:

Quando compaiono i primi sintomi di gravidanza? A cosa sono dovuti?

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Ancora prima del mancato ciclo, a distanza di 3-4 settimane dal concepimento, possono comparire i primi sintomi della gravidanza come effetto di una serie di cambiamenti ormonali metabolici, gastrointestinali e psicologici. Una volta avvenuto il concepimento, infatti, l’organismo femminile inizia a risentire delle variazioni a livello ormonale e degli altri cambiamenti che accompagnano l’inizio della gravidanza, tra cui:

Come faccio a sapere se sono incinta prima del ritardo?

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È possibile capire se si è incinta dopo una settimana dal rapporto? In alcuni casi si può intuire di essere incinta qualche giorno prima di riscontrare un ritardo della mestruazione grazie alla comparsa di alcuni sintomi precoci della gravidanza. Tra questi si possono citare:

  • modificazioni e cambiamenti del seno, che può risultare più teso, più sensibile o dolente e può aumentare di volume fin dalle prime settimane. La sensazione di gonfiore che si può sperimentare è simile a quella che si percepisce prima dell’arrivo delle mestruazioni. Inoltre, come è stato già accennato, è possibile che l’areola del capezzolo assuma una colorazione più scura e i capezzoli tendano a sporgere maggiormente o diventino più sensibili
  • si può risentire di una particolare stanchezza e sonnolenza. Questo sintomo può presentarsi anche durante la prima settimana dopo il concepimento
  • attacchi di nausea e sbalzi d’umore, che possono insorgere dopo 2 settimane dal concepimento

Febbrediarrea e perdite da impianto (spotting) invece, a differenza di quanto possano credere alcuni, non rientrano tra i segnali di un inizio di gravidanza: si tratta piuttosto di disturbi che, se capitano in quel particolare momento, sono indipendenti da un eventuale concepimento.

Come capire se c’è stato l’impianto?

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È bene ricordare che quelli finora descritti sono tutti segnali indiretti della gravidanza. Ed è proprio per questo motivo che, se una donna ha il sospetto di essere incinta, l’unico modo per sapere se l’embrione si sia effettivamente impiantato nell’utero è comunque eseguire un test. Anche perché questi sintomi possono essere molto soggettivi e, per alcune donne, simili a quelli della sindrome premestruale.

Quando avviene il concepimento? Quanti giorni dopo il rapporto si rimane incinta?

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Il concepimento avviene quando uno spermatozoo, una piccola cellula costituita da una testa e una coda filamentosa che ne consente il movimento, incontra la cellula ovarica della donna. Gli spermatozoi si trovano a milioni in una singola goccia di liquido seminale, e quando sopravvivono possono di conseguenza fecondare l’ovulo fino a tre giorni dopo aver attraversato il canale della cervice fino all’utero e, successivamente, le tube di Falloppio. Perciò il concepimento può avvenire tra le 24 e le 72 ore dopo il rapporto.

Il concepimento può avvenire quindi subito dopo l’ovulazione, quando il muco cervicale risulta meno viscoso, permettendo quindi il movimento rapido degli spermatozoi in direzione della cellula uovo.

Cosa succede nei primi giorni dopo il concepimento?

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Sono molteplici i cambiamenti ormonali cui può andare incontro una donna dopo il concepimento. Proprio gli esami relativi ai dosaggi di alcuni ormoni vengono utilizzati per diagnosticare una gravidanza. In particolare, le beta hcg, ovvero una frazione della gonadotropina corionica umana, sono le proteine comunemente associate ai processi ormonali che si attivano in gravidanza.

In una donna incinta, infatti, le beta hcg raddoppiano ogni 48 ore circa per poi stabilizzarsi al termine dei primi tre mesi di gravidanza. Queste molecole proteiche possono essere rilevate nel momento in cui l’ovulo fecondato si impianta nell’utero. Questo può accedere in un arco di tempo che va dai dieci giorni alle due settimane dal concepimento.

Come rilevare le beta hcg?

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Per rilevare le beta hcg può essere effettuato in laboratorio o a casa un test di gravidanza. Questo prevede l’utilizzo di una striscia bianca capace di reagire chimicamente e cambiare colore qualora, esposta al getto di urina, rilevi la presenza di beta hcg.

Per un risultato più affidabile esiste il test quantitativo che misura la concentrazione nel sangue delle beta hcg. Viene prescritto dal medico curante per confermare o escludere una gravidanza, ma anche per identificare una eventuale gravidanza ectopica (o gravidanza extra-uterina), che avviene quando l’ovulo fecondato si impianta in posizione anomala. In questi casi, infatti, l’aumento dei livelli di hcg è più lento del normale. Solitamente, il tempo di raddoppio è di 48-72 ore.

Quando si verifica una gravidanza ectopica, il feto non è in grado di sopravvivere. In queste eventualità molte donne lamentano dolore addominale e talvolta sanguinamento vaginale, anomalo poiché una donna incinta non ha le mestruazioni.

In presenza di valori ematici di beta hcg superiori alle 25 milli unità per millilitro, la gravidanza è certa. Viene, invece, considerato negativo un test con risultati inferiori alle 5 milli unità per millilitro.

Quanti giorni dopo il rapporto si può fare il test?

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Per poter avere un esito affidabile, il test di gravidanza andrebbe eseguito a 19 giorni dal rapporto non protetto. Questo periodo copre infatti i giorni di sopravvivenza degli spermatozoi all’interno dell’utero nel caso di rapporti prima dell’ovulazione, le tempistiche necessarie al concepimento e all’impianto e l’inizio del rilascio (in quantità misurabili) di beta-HCG. In alternativa, in caso di ciclo mestruale regolare, è considerato sufficientemente attendibile fare il test a partire dal primo giorno di ritardo.

Al contrario, fare un test all’indomani o pochi giorni dopo un rapporto sessuale non è utile, perché devono passare alcuni giorni prima che inizi la produzione di beta-HCG.

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Come si possono alleviare i primi sintomi della gravidanza?

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Soprattutto per la nausea, alcune accortezze come una dieta leggera (priva di fritti e cibi troppo speziati) o pasti piccoli e frequenti possono essere di grande aiuto.

Si tratta di disturbi fisiologici e transitori, anche se non per questo meno fastidiosi. Se la sintomatologia è invalidante, per la donna esistono integratori e farmaci compatibili con la gravidanza che possono alleviarne l’intensità. Si tratta di prodotti farmaceutici che vanno sempre assunti solo dopo essersi confrontati con il proprio ginecologo.

Consigli utili

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Alcuni accorgimenti possono rivelarsi utili per alleviare i primi sintomi della gravidanza:

  • cercare di ridurre lo stress dedicandosi ad attività rilassanti e piacevoli come fare una passeggiata, guardare un film, leggere un libro
  • idratarsi abbondantemente
  • consumare cibi secchi tra un pasto e l’altro, come grissini o cracker, per combattere la nausea che si manifesta più facilmente a stomaco vuoto
  • evitare sostanze stimolanti che potrebbero aggravare i sintomi, come caffè, tè e bevande energetiche e prediligere invece tisane e infusi dall’azione rilassante
  • consumare cibi ricchi di fibre e praticare una moderata attività fisica, come ginnastica dolce o lunghe passeggiate per favorire l’attività intestinale
  • evitare di indossare indumenti troppo aderenti che favoriscono l’attrito e possono irritare la zona genitale
  • curare l’igiene intima facendo ricorso a detergenti che non alterino l’equilibrio della flora batterica vaginale
  • prestare ascolto ai segnali del corpo e riposare ogni volta che se ne sente il bisogno
  • smettere di fumare e bere alcol, due attività fortemente nocive durante il periodo gestazionale.