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Pubblicato inGenitori

Il parto cesareo: procedura, vantaggi e rischi

Il parto cesareo è una procedura a cui si ricorre quando non è possibile praticare un parto naturale. Vediamo in cosa consiste e quando è necessario.

Parto cesareo

Il parto cesareo è una procedura chirurgica finalizzata a far nascere il neonato attraverso un’incisione dell’addome e dell’utero, quando il parto naturale non è possibile o sicuro. Si tratta di un intervento che può essere pianificato in anticipo o a cui ricorrere in caso di emergenza.

Il dottor Mantuano, ginecologo del Santagostino, offre una breve guida sul tema, spiegando cos’è il parto cesareo, in cosa consiste e quali sono gli eventuali rischi.

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Cos’è il parto cesareo?

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Il parto cesareo, detto anche taglio cesareo, è un intervento chirurgico in cui il bambino viene fatto nascere praticando un’incisione nelle pareti addominale e uterina della madre. Si ricorre a questo tipo di parto quando, per una serie di circostanze, è considerata la scelta più sicura per la madre e il bambino, rispetto al parto naturale.

È possibile distinguere tra:

  • Parto cesareo programmato (o “d’elezione”): quando l’intervento è pianificato anticipatamente, in genere intorno alla 38ª settimana, sulla base di problematiche materne o fetali preesistenti. Alcune donne richiedono elettivamente il taglio cesareo per evitare danni al pavimento pelvico o complicanze fetali durante il parto
  • Parto cesareo non programmato, a cui si ricorre in situazioni di urgenza o emergenza, quando durante il travaglio o il parto si sviluppano condizioni critiche che richiedono un intervento immediato, come, per esempio, sofferenza fetale acuta o insuccesso dell’induzione del parto.

Quando è indicato il parto cesareo?

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La necessità di ricorrere al parto cesareo può emergere fin dalla prima visita di controllo, durante la gravidanza, oppure può diventare evidente solamente quando il travaglio è già in corso. Le principali ragioni che possono richiedere un taglio cesareo includono:

  • Dimensioni del feto troppo grandi rispetto al bacino materno
  • Anomalie anatomiche del bacino (deformità congenite o acquisite post traumatiche)
  • Travaglio prolungato o insufficiente dilatazione: se il travaglio è prolungato, la dilatazione non progredisce adeguatamente o le contrazioni sono troppo deboli, potrebbe non essere possibile un parto vaginale sicuro in un periodo di tempo ragionevole
  • Placenta previa o distacco placentare: se la placenta copre parzialmente o completamente il canale del parto o si verifica un distacco prematuro dalla parete uterina, può essere necessario un taglio cesareo per evitare complicazioni, come emorragie
  • Posizione anomala del bambino, specialmente quando il feto si presenta in posizione podalica (piedi per primi) o in altre posizioni atipiche
  • Gravidanza gemellare con il primo bambino in posizione podalica
  • Prolasso del cordone ombelicale: ovvero la condizione in cui il cordone ombelicale scivola davanti al feto e il parto non è imminente, un parto cesareo può essere necessario per evitare la compressione del cordone e il conseguente rischio per il feto
  • Pre-eclampsia o eclampsia: se la futura mamma sviluppa improvvisamente un aumento della pressione sanguigna e altri sintomi gravi, un parto cesareo tempestivo può essere l’unica misura per proteggere la vita della madre e del bambino
  • Rischio di lacerazione dell’utero o della parete vaginale: in situazioni in cui la partoriente ha subito precedenti interventi chirurgici come tagli cesarei o escissione di miomi uterini
  • Presenza di miomi uterini, cisti ovariche, fibromi o altre formazioni che ostruiscono il canale del parto
  • Grave sofferenza fetale: se si verificano anomalie preoccupanti nella frequenza cardiaca del feto che richiedono un parto rapido.

Altre condizioni

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Oltre a queste indicazioni comuni, altre condizioni per cui potrebbe essere necessario ricorrere al cesareo sono:

Procedura

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Il parto cesareo può essere effettuato secondo diverse tecniche, ma, come accennato, nella maggior parte dei casi, consiste in una laparatomia, ovvero un’incisione lungo la parete addominale, attraverso cui viene estratto il bambino. L’incisione può essere di tipo diverso:

  • Longitudinale 
  • Trasversale 
  • Sovrapubica 
  • Secondo Pfannenstiel 
  • Secondo Joel-Cohen-Stark.

Questa procedura chirurgica di solito viene eseguita nelle fasi finali della gravidanza, previa somministrazione di anestesia, che può essere generale, spinale o epidurale. Sempre più spesso, si opta per l’anestesia spinale, consentendo alla paziente di rimanere sveglia e consapevole durante l’intervento, permettendole di partecipare in modo attivo alla nascita del suo bambino.

Il parto cesareo ha una durata approssimativa di 45 minuti a 1 ora ed è solitamente condotto in sala operatoria. Prima dell’intervento, vengono rasati i peli pubici della paziente, e viene posizionato un catetere per svuotare la vescica, riducendo il rischio di perforazione durante la procedura. 

Successivamente, il chirurgo disinfetta la pelle e procede con l’incisione delle pareti addominale e uterina. Con attenzione, il medico introduce la mano attraverso l’apertura praticata ed estrae il bambino. Il cordone ombelicale viene reciso e legato secondo la prassi. In seguito, il chirurgo rimuove la placenta e sutura l’incisione nell’utero e nella parete addominale con filo o graffette, che verranno rimossi nei 5-7 giorni successivi.

Generalmente, una donna può sottoporsi a 3 o 4 tagli cesarei, sebbene sia possibile eseguirne un numero maggiore, ma ciò comporta rischi più elevati.

Tecniche di esecuzione

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Esistono due principali tecniche di incisione utilizzate per il taglio cesareo: 

  • Tecnica classica
  • Incisione del segmento uterino inferiore.

Nella tecnica classica, l’incisione viene eseguita verticalmente sulla parete anteriore dell’utero, risalendo in direzione del segmento superiore. Questo approccio è utilizzato principalmente in situazioni specifiche come:

  • Placenta previa
  • Posizione fetale traversa
  • Presentazione podalica 
  • Nascita prematura. 

L’incisione verticale è evitata quando possibile, dal momento che può comportare un rischio maggiore di emorragie.

L’incisione del segmento uterino inferiore è quella utilizzata routinariamente e viene effettuata nella parte inferiore del corpo uterino, circa 1-2 centimetri sopra il pube. Si tratta di un’incisione addominale trasversale bassa. È la tecnica più comune e sicura.

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Quali sono i rischi del parto cesareo?

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La decisione se ricorrere a un parto cesareo o naturale viene presa dai medici, in base a una valutazione dei rischi per la paziente e il bambino e tenendo conto delle sue.

Un riepilogo delle possibili complicazioni legate al parto cesareo è stato tratto da una serie di studi condotti in vari Paesi europei e riportato dalla letteratura e include:

  • Aumento del rischio di intervento di isterectomia
  • Durata più prolungata del ricovero post-parto in ospedale
  • Possibilità di sviluppare anomalie della adesione placentare (placenta accreta) nelle future gravidanze (60 donne su 100.000).
  • Il rischio di rottura dell’utero in gravidanze successive (1.020 donne su 100.000). 

In aggiunta, l’intervento chirurgico di cesareo può portare a potenziali complicazioni, come la formazione di aderenze addominali, infezioni o lesioni alla vescica. Tuttavia, secondo gli stessi dati, il parto cesareo sembra associarsi a un minor rischio di incontinenza urinaria e fecale a un anno dopo il parto e di lacerazioni vaginali di terzo o quarto grado.

La scelta della modalità di parto è oggi un argomento delicato e complesso che richiede attenzione e consapevolezza. Il punto centrale di questa decisione è il benessere fisico e psicologico della gestante. Pertanto, è importante enfatizzare l’importanza della valutazione della modalità di parto, basata sul caso clinico specifico, sul consenso informato della donna e sulle sue preferenze personali.