Aspettativa di vita fino a 130 anni nel 2100: lo studio

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Aspettativa di vita fino a 130 anni nel 2100: lo studio

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Stando ai risultati di una ricerca condotta dall'Università di Washington, entro la fine del secolo l’attuale record mondiale di longevità di 122 anni potrebbe essere superato

L’aspettativa di vita dell’uomo potrebbe arrivare a toccare i 130 anni nel 2100. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Washington e pubblicato sulla rivista scientifica “Demographic Research”. La ricerca si è avvalsa di complessi modelli statistici e del supporto dell’International Database on Longevity elaborato dall’istituto tedesco Max Planck.

L’attuale record mondiale di longevità appartiene alla francese Jeanne Calment, spentasi nel 1997 all’età di 122 anni, ma secondo i ricercatori dell’ateneo statunitense, il primato potrebbe essere battuto entro la fine del secolo.

Non sono, invece, altrettanto ottimistici i dati che arrivano dal nostro Paese. In Italia, infatti, secondo l’ultimo report dell’Istat, la speranza di vita dalla nascita è scesa a 82 anni, 14 mesi in meno rispetto al 2019, anche a causa dell’impatto negativo della pandemia da Covid-19.

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L’approccio metodologico dello studio

I ricercatori dell’Università di Washington si sono avvalsi di uno dei database più ricchi al mondo per quanto riguarda i dati demografici, ovvero quello elaborato dal centro Max Planck. La base dati dell’istituto tedesco, tra le altre cose, tiene traccia di tutti i supercentenari presenti in dieci Paesi dell’Europa, oltre a Stati Uniti, Canada e Giappone. Per calcolare la probabilità di vivere più di 110 anni e il limite massimo della speranza di vita è stato utilizzato un approccio bayesiano, un tipo di inferenza statistica basato sui livelli di fiducia rispetto al verificarsi di un determinato evento.

Seguendo questo metodo, tra i più utilizzati nell’ambito della statistica moderna, sono stati elaborati limiti massimi per quanto riguarda l’aspettativa di vita in tutti e tredici i Paesi di cui si avevano dati a disposizione.

«Le persone – ha detto Michael Pearce, autore principale dello studio – sono affascinate dagli estremi dell’umanità. Con questo lavoro abbiamo quantificato la probabilità che un individuo raggiunga età estreme entro la fine di questo secolo».

I principali risultati

La ricerca ha evidenziato una probabilità del 100% che l’attuale record del mondo di longevità venga superato entro la fine del secolo. Molto alta anche la probabilità che almeno una persona possa vivere fino a 124 anni (99%) e, addirittura, fino a 127 (68%).

I ricercatori non hanno escluso una speranza di vita più alta, anche se in questo caso le probabilità calano drasticamente. Secondo le loro stime, esisterebbe il 13% di probabilità che qualcuno possa vivere fino a 130 anni. È estremamente improbabile, invece, che almeno una persona possa raggiungere i 135 anni di età in questo secolo.

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L’aspettativa di vita in Italia

Le proiezioni elaborate dai ricercatori dell’Università di Washington fanno pendere la bilancia dal lato dell’ottimismo. I dati che arrivano dal nostro Paese, invece, vanno in una direzione decisamente diversa.

Secondo l’ultimo report prodotto dall’Istat, la speranza di vita dalla nascita in Italia, senza distinzioni di genere, sarebbe scesa a 82 anni nel 2020, ovvero 14 mesi in meno rispetto al 2019. I decessi registrati dall’istituto statistico nell’ultimo anno sono stati 746 mila, pari a un incremento del 18% rispetto al 2019. Un dato, questo, influenzato naturalmente anche dall’impatto della pandemia.

Gli uomini sono risultati più penalizzati delle donne. La loro speranza di vita, infatti, è scesa a 79,7 anni (1,4 in meno rispetto al 2019) contro gli 84,4 anni delle donne (un anno in meno del 2019).

Tutte le regioni italiane hanno fatto registrare nel 2020 valori dei livelli di sopravvivenza più bassi rispetto al 2019. La speranza di vita degli uomini si è ridotta da un minimo di 0,5 anni in Calabria a un massimo di 2,6 in Lombardia.

Anche se con livelli differenti, le differenze territoriali tra le donne sono risultate le stesse degli uomini. Le regioni centro-meridionali hanno, infatti, fatto registrare variazioni in negativo più contenute, a differenza di quelle settentrionali. I dati peggiori sono arrivati dalla Lombardia e dalla Valle d’Aosta, dove le donne hanno perso rispettivamente 2 e 2,3 anni di vita.

Foto di Sabine van Erp da Pixabay

2021-07-09T16:19:57+02:00 9 Luglio 2021|Categories: Salute|0 Commenti