Quali esami del sangue fare in gravidanza

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Quali esami del sangue fare in gravidanza

Quali esami del sangue sono consigliabili durante la gravidanza? Scopriamolo insieme.

La gravidanza per la donna rappresenta un importante e decisivo banco di prova sul piano fisico, psichico, metabolico, emozionale, relazionale.

Proprio per questo motivo le analisi del sangue, i controlli clinici, strumentali, laboratoristici sono fondamentali perché servono a cogliere fin dall’inizio della gravidanza eventuali problemi di adattamento dell’intero organismo alla nuova condizione, ma anche per stabilire un rapporto empatico fra il medico ginecologo e la paziente.

Tra questi, gli esami del sangue rivestono un ruolo di rilievo.

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Quali esami fare prima della gravidanza?

Esistono esami che è bene programmare già in epoca preconcezionale e riguardano entrambi i partner.

Le donne in gravidanza dovranno seguire una precisa cadenza temporale per effettuare, nelle diverse fasi della gravidanza, gli esami più appropriati.

Il Ministero della salute ha redatto le linee guida (SNLG) per la gravidanza fisiologica nel dicembre 2010.

Il DPCM del 12/01/2017 nell’Allegato 10 dei nuovi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) nell’ambito del percorso nascita, considera l’insieme degli esami Preconcezionali (Allegato 10A), della gravidanza fisiologica (Allegato 10B) e la diagnostica prenatale invasiva (Allegato 10C). Tutti questi esami sono gratuiti e previsti dalle linee guida nazionali.

Quando si cerca un bambino, alcuni mesi prima, è consigliabile, oltre ad assumere acido folico, effettuare gli esami preconcezionali che sono specifici per la futura mamma e il futuro papà.

Per la donna sono previsti:

Per l’uomo si effettua:

  • l’emocromo
  • Il gruppo sanguigno con fattore Rh
  • il dosaggio delle frazioni emoglobiniche
  • Anticorpi per HIV e sifilide

Sarebbe consigliabile, anche se abitualmente ci si pensa poco, effettuare almeno in uno dei genitori (visto il costo dell’esame) anche una ricerca prenatale di mutazione per il gene CFTR, per individuare lo stato di portatore di questo marker della fibrosi cistica, malattia autosomica recessiva, rara, ma tra le più frequenti malattie genetiche. In presenza, si procede con la ricerca anche nell’altro futuro genitore.

Può essere consigliabile anche il dosaggio degli ormoni tiroidei (TSH, anticorpi anti TPO, FT3 e FT4) in epoca preconcezionale o all’inizio della gestazione. Una corretta funzionalità della tiroide in gravidanza garantisce un corretto sviluppo del feto e riduce il rischio di complicanze della gestazione.

Dagli esami del sangue si vede la gravidanza?

Ma come si fa a sapere se c’è una gravidanza? Intanto non compare il ciclo mestruale. A questo punto viene effettuato un test di gravidanza, meglio se su sangue perché ricerca la presenza di un ormone placentare: la beta HCG o gonadotropina corionica umana specifica della gravidanza. 

Questo ormone è prodotto precocemente dalla seconda settimana di sviluppo dalle cellule del sinciziotrofoblasto e quindi risulta dosabile nelle urine dopo circa 10 giorni dal concepimento e nel sangue della mamma dopo la prima settimana circa dalla fecondazione. L’aumento dei valori dell’HCG (raddoppia ogni due giorni nelle prime 8 settimane di gravidanza e raggiunge il massimo verso il terzo mese di gravidanza per poi stabilizzarsi) è un buon indicatore di una normale evoluzione della gravidanza iniziale.

Quali esami del sangue fare nel primo trimestre di gravidanza? 

Generalmente si suddivide la gravidanza in tre periodi corrispondenti al primo, al secondo ed al terzo trimestre.

Gli esami da effettuare in ogni trimestre sono previsti dall’agenda della gravidanza, parte integrante delle LG nazionali.

Nel primo trimestre (dall’inizio della gravidanza, comunque entro la 10ª settimana, fino alla 12.ma +6 gg), sono previsti, fra gli altri e preferibilmente entro la 14.ma settimana:

All’inizio della gravidanza si può consigliare anche di dosare gli anticorpi per il CMV(citomegalovirus) per testare la situazione di immunità materna. Questo esame, però, non viene offerto dal SSN.

Quali esami fare nel secondo trimestre di gravidanza?

Nel secondo trimestre (dalla 13.ma settimana alla 27.ma settimana+6 gg), tra la 14.ma e la 18.ma settimana si ripete la determinazione della glicemia con eventuale curva da carico in presenza di fattori di rischio e, in caso di sieronegatività, a 14 settimane, il dosaggio degli anticorpi per la toxoplasmosi e rosolia.

Entro la 18.ma settimana viene eseguita la glicemia con curva da carico in presenza di fattori di rischio e a 19 e 24 settimane il dosaggio degli anticorpi per toxoplasmosi e la curva da carico di glucosio, sempre in presenza di fattori di rischio, entro la 28.ma settimana. Tra la 24.ma e la 27.ma settimana si effettua l’esame delle urine con urinocoltura, se in presenza di indici di infezione urinaria

Quali esami fare nel terzo trimestre di gravidanza?

Per il terzo trimestre (dalla 28.ma settimana di gestazione al termine di gravidanza) possono essere eseguiti i seguenti esami.

Entro la 32.ma settimana:

  • il dosaggio di emocromo
  • anticorpi toxoplasmosi
  • Coombs Indiretto

Dalla 33.ma settimana fino alla 37.ma:

  • emocromo Toxo test
  • Epatite B
  • HIV
  • Sifilide
  • esame delle urine

Tra la 28.ma settimana e la 32.ma è opportuno dosare anche la ferritina in caso di sospetta anemia.

Altre analisi del sangue da fare su consiglio medico

Naturalmente la calendarizzazione descritta si riferisce alle linee guida di riferimento per la gravidanza fisiologica e il decreto ministeriale esenta da quote di partecipazione alla spesa. Altri esami consigliati sono soggetti al pagamento del ticket salvo quelli esentati dallo specialista del Sistema Sanitario e in particolari condizioni di patologia (ipertensione, diabete, malattie infettive, tireopatie, ogni altra condizione patologica a rischio per la gravidanza – esenzione M50).

Esami del sangue in gravidanza, i valori di riferimento

Per alcuni esami, i valori di riferimento quantitativi per ogni singolo esame devono essere riferiti all’età gestazionale e quindi possono variare nel tempo: ad esempio il valore dell’emoglobina tende ad abbassarsi generalmente con l’evolversi della gravidanza per un fenomeno di emodiluizione. Quindi i parametri vanno sempre interpretati dal medico alla luce delle condizioni della gravidanza e confrontando l’evoluzione rispetto ai valori presenti all’inizio della gestazione. I limiti di normalità sono compresi tra il 10.mo ed il 90.mo percentile con una probabilità del 80%.

Per altri esami i valori di normalità si esprimono invece in maniera qualitativa (presenza o assenza) e quantitativa (titolazione) ad esempio il valore dell’HCG, o il Test di Coombs Indiretto che serve a definire se una gravida Rh Negativa produce anticorpi contro l’Rh dei globuli rossi di un feto Rh Positivo o della presenza o assenza di anticorpi per la rosolia, la toxoplasmosi ed altri agenti patogeni che sono ricercati all’inizio e durante la gravidanza.

Generalmente gli esami del sangue sono effettuati a digiuno, soprattutto quando è necessario dosare particolari analiti, ad esempio quando si effettua il dosaggio della glicemia o la curva da carico nelle gravide a rischio di diabete gestazionale.

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Test prenatale non invasivo

A margine potremmo considerare tra gli esami del sangue consigliabili in gravidanza anche la ricerca di materiale genetico fetale circolante nel sangue materno o test prenatale non invasivo (NIPT o cfDNA).

Questo test, effettuato tramite un prelievo di sangue alla mamma dalla 10.ma settimana di amenorrea, consente di effettuare lo screening di alcune cromosomopatie (Trisomia 13, 18, 21 – sindrome di down – principalmente), di conoscere il sesso fetale e il gruppo sanguigno del feto nel caso di mamme Rh negative.

2022-05-30T12:36:43+02:00 23 Marzo 2022|Categories: Famiglia|0 Commenti