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Pubblicato inSalute

Cos’è la Diagnostica per Immagini e come funziona?

La diagnostica per immagini rappresenta uno strumento imprescindibile non solo ai fini diagnostici, ma anche per monitorare l’andamento di una terapia, o svolgere un check-up di routine.

diagnostica per immagini definizione a cosa serve

La diagnostica per immagini è un insieme di esami strumentali utilizzato per esplorare il corpo ed ottenerne immagini diagnostiche.

Con questi mezzi diagnostici, il Medico Radiologo ha la possibilità di stabilire una diagnosi di patologia e gravità di malattia, oltre a svolgere un monitoraggio valutando l’efficacia di una eventuale terapia in corso.

Vediamo quali possono essere i principali esami diagnostici, per quali ragioni sono eseguiti e quali patologie possono diagnosticare. Risponde alle domande il dottor Luciano Zanello, Direttore Sanitario di Radiologia del Santagostino.

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Cosa si intende con il termine diagnostica per immagini?

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In medicina, il termine diagnostica per immagini, che viene chiamato anche imaging oppure imaging biomedico, sta a indicare un insieme di procedure che permettono la conoscenza, l’esplorazione, l’esame ed il monitoraggio di una specifica area del corpo, o dell’intero corpo, non visibili dall’esterno. Tutto ciò avviene per mezzo di immagini.

A cosa serve la diagnostica per immagini?

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Le tecniche di imaging risultano essenziali per molti scopi clinici. Tra i principali utilizzi ci sono:

  • rilevazione precoce e diagnosi. Le immagini diagnostiche possono aiutare a individuare condizioni patologiche in una fase precoce, quando i sintomi possono non essere evidenti o quando il paziente non è ancora consapevole di essere affetto da una malattia. Una radiografia del torace può rilevare un tumore polmonare iniziale, consentendo una diagnosi tempestiva e l’avvio di un trattamento adeguato
  • valutazione delle lesioni e delle malattie. Le tecniche di imaging consentono di valutare le lesioni e le malattie in modo accurato. Ad esempio, una TC o una RM possono fornire informazioni dettagliate su struttura e dimensioni di un tumore, consentendo ai medici di pianificare il trattamento chirurgico o di monitorare la risposta alla terapia
  • monitoraggio e follow-up. Le immagini diagnostiche possono essere utilizzate per monitorare la progressione di una malattia nel tempo o per valutare l’efficacia di una terapia. Una serie di scansioni RM può essere utilizzata per valutare la riduzione delle dimensioni di un tumore durante la chemioterapia
  • guida alle procedure mediche. Le immagini diagnostiche possono essere utilizzate per guidare procedure invasive o interventi chirurgici. Ad esempio, una guida ecografica può essere utilizzata durante un prelievo bioptico per garantire che il campione venga prelevato correttamente.

Quali sono gli esami di diagnostica per immagini?

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Tra i principali esami di imaging possono essere:

  • radiografia, o RX o esame radiologico. Viene svolta utilizzando raggi X, ovvero onde di radiazione ad alta energia, e serve a studiare uno specifico segmento scheletrico, come ad esempio il polso, oppure un distretto, come l’addome. Le radiografie possono essere richieste in caso di fratture, di polmonite o di ostruzione intestinale
  • ecografia, una metodica diagnostica che utilizza gli ultrasuoni. Permette la visualizzazione di organi, delle ghiandole, dei vasi sanguigni. Può essere usata per approfondire problematiche relative a tiroide e linfonodi, per fare due esempi, o l’apparato muscolare
  • tomografia computerizzata, una tecnica diagnostica di imaging che permette non solo diagnosi ma ha anche obiettivi terapeutici di diversi distretti del corpo, come encefalo, pancreas, reni. Un computer raccoglie dati ricavati dal passaggio di diversi fasci di raggi X attraverso il distretto da studiare. Ne risulta un’immagine in tre dimensioni dei tessuti posti in analisi
  • risonanza magnetica, chiusa o aperta, è una metodica radiologica che sfrutta i campi magnetici, e grazie alla quale è possibile visualizzare l’interno del corpo senza dover sottoporre il paziente a radiazioni ionizzanti, come accade con la TC. Viene eseguita per l’indagine di ogni distretto corporeo, dall’addome al torace, alle articolazioni. Può essere eseguita con o senza somministrazione del mezzo di contrasto
  • angiografia, che permette di ottenere immagini estremamente dettagliate dei vasi sanguigni. Viene chiamata cineangiografia quando ad essere mostrata è la velocità del sangue attraverso i vasi sanguigni.

Quando è consigliabile fare una risonanza magnetica?

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La risonanza magnetica è un esame diagnostico consigliabile in diverse situazioni cliniche. È particolarmente utile nella valutazione di patologie che coinvolgono muscoli, ossa, encefalo,midollo spinale, cuore e vasi sanguigni.

Nel contesto oncologico, la RM riveste importanza fondamentale sia per la diagnosi di eventuali neoplasie, sia per il monitoraggio della loro progressione e della risposta del corpo ai trattamenti. A seconda delle necessità, può essere eseguita una RM con mezzo di contrasto per ottenere immagini più dettagliate degli organi interni e dei vasi sanguigni, in questo caso

È previsto  l’uso di una sostanza chiamata gadolinio, che viene somministrata per via endovenosa. È importante considerare che l’unica controindicazione per l’uso del mezzo di contrasto è l’eventuale allergia del paziente.

Cosa si vede con la tomografia computerizzata?

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La tomografia computerizzata può essere eseguita con l’uso di un mezzo di contrasto endovenoso per migliorare la visualizzazione dei tessuti altamente vascolarizzati, come nella diagnosi dei tumori.

È indicata per diagnosi accurate di lesioni importanti, come quelle del sistema nervoso, degli organi addominali , del torace e dell’apparato muscoloscheletrico. Offre vantaggi come la poca invasività, la capacità di evidenziare dettagli anatomici e definire la densità degli organi interni, nonché la natura delle lesioni.

Può inoltre essere utilizzata per analizzare lesioni toraciche, approfondire situazioni addominali e diagnosticare lesioni neurologiche e patologie ossee.

Cosa cambia tra RM e TC?

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La principale differenza tra la risonanza magnetica e la tomografia computerizzata risiede nelle modalità di acquisizione delle immagini e nella tecnologia utilizzata. Entrambe  elaborano le immagini con un processore. Mentre  la TC utilizza raggi X, la RM si basa su campi magnetici e onde radio, eliminando l’uso dei raggi X.

La risonanza magnetica consente inoltre una migliore visualizzazione di apparato muscoloscheletrico, articolazioni e organi interni, ed è spesso impiegata in oncologia per la diagnosi e il monitoraggio dei tumori. La scelta tra TC e RM dipende dalle specifiche esigenze del paziente e viene determinata dal medico curante o dallo specialista.

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Quale è la differenza tra ecografia e risonanza magnetica?

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L’ecografia utilizza ultrasuoni per creare immagini degli organi, dei tessuti superficiali e delle strutture muscolo-scheletriche.

La risonanza magnetica sfrutta campi magnetici e radiofrequenze per produrre immagini con una migliore sensibilità dei tessuti patologici e sani, ed è particolarmente utile nella valutazione del sistema nervoso, addome e muscolo-scheletrico.