Si può fare sesso in gravidanza?

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Si può fare sesso in gravidanza?

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Il sesso in gravidanza è spesso fonte di timore per la coppia, ma in realtà si tratta di un’attività sicura che nella maggior parte dei casi non comporta rischi per il bambino. Entriamo nel dettaglio e vediamo perché.

Il sesso in gravidanza è una delle questioni che pone sempre molti dubbi, e rappresenta quasi un tabù: i bisogni sessuali delle donne incinte e la sessualità in gravidanza sono argomenti raramente discussi e gli studi in merito sono limitati. Ma avere rapporti sessuali in gravidanza è sicuro? La risposta è sì: in una gravidanza fisiologica, fare sesso non solo è possibile, ma può essere di grande beneficio per la salute psicologica di entrambi i partner. 

La dottoressa Sara Gaita, ginecologa del Santagostino, risponde alle domande più comuni delle coppie in attesa di un figlio: cosa fare in caso di contrazioni o di perdite ematiche, quali posizioni privilegiare, quali sono i rischi e quali i benefici del sesso in gravidanza.

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È sicuro fare sesso in gravidanza?

Il sesso in gravidanza è generalmente sicuro e nella maggior parte dei casi non comporta rischi per il bambino, dal momento che il feto è avvolto dalla placenta e dal sacco amniotico: dunque il bambino è isolato dall’esterno.

Anzi, i rapporti sessuali possono apportare anche benefici per il bambino, dal momento che durante il sesso i muscoli pelvici vengono irrorati da una quantità di sangue maggiore. La placenta riceve in questo modo più ossigeno e, inoltre, le contrazioni provocate dall’orgasmo rafforzano la muscolatura del pavimento pelvico e la preparano ad affrontare meglio il travaglio.

Dunque, fare sesso in gravidanza è sempre possibile: a meno che non ci siano condizioni che controindichino l’attività sessuale, questa può essere fatta in qualsiasi trimestre.

Quanti rapporti avere in gravidanza? 

Per il sesso in gravidanza non esiste una giusta frequenza, piuttosto si può parlare di una frequenza adeguata a ciascuna coppia. Ogni coppia potrà basarsi sulla propria consuetudine. Non si fanno differenze tra i vari trimestri.

Secondo le Linee Guida del Ministero della Salute, fare sesso una o due volte a settimana è associato a una minore incidenza di parti pretermine. Inoltre, l’incidenza diminuisce ulteriormente se si fa sesso tre o quattro volte a settimana.

Fa male al bambino il sesso in gravidanza?

Come accennato in precedenza, il sesso in gravidanza non fa male al bambino. Ovviamente il discorso cambia qualora ci siano controindicazioni o problematiche mediche, ad esempio:

  • Minacce di aborto nel primo trimestre
  • Minaccia di parto prematuro nei trimestri successivi, con raccorciamento cervicale (dal secondo trimestre in poi)
  • Infezioni (perché possono scatenare contrazioni uterine)
  • Perdite ematiche vaginali (sia provocate da minaccia di aborto sia per una diagnosi di placenta previa o bassa)
  • Diagnosi di placenta previa o bassa.

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Sesso in gravidanza: cosa fare in caso di perdite ematiche?

Le perdite di sangue nel primo trimestre sono un motivo per sospendere temporaneamente l’attività sessuale dal momento che si tratta di sintomi di una minaccia d’aborto. Nei trimestri successivi è necessario indagare la causa delle perdite. A volte la paziente può avere perdite successive al rapporto ma il nesso di causalità non è detto né immediato. Ogni volta si andrà ad analizzare il singolo caso.

Quali posizioni nel sesso in gravidanza? 

Anche per quanto riguarda le posizioni nel sesso in gravidanza non ci sono grosse limitazioni. In generale, le posizioni più adatte sono quelle in cui la compressione della pancia è minima, ma il consiglio è quello di basarsi su quello che la coppia ritiene più adeguato, tenendo conto dei cambiamenti intervenuti durante la gestazione. 

Con l’avanzare dei mesi è la comodità che cambia. Man mano che il volume della pancia diventa più importante, alcune posizioni diventano più scomode e meno praticabili.

Cosa fare se si scatenano contrazioni dopo un rapporto in gravidanza?

In qualsiasi trimestre accada, se la sensazione è lieve e molto limitata nel tempo – un’ora o due dopo il rapporto – si tratta di una situazione normale. Se si dovesse protrarre per qualche ora, è possibile assumere un farmaco miorilassante o del magnesio (che ha la stessa funzione). Se anche in questo caso dovessero persistere, è consigliato fare un controllo medico.

Le contrazioni sono una reazione del tutto normale: avvengono sia per effetto del movimento sia perché lo sperma contiene prostaglandine, le stesse che si scatenano nel parto fisiologico e che vengono somministrate nel parto indotto. Inoltre, l’utero tende nella fase orgasmica ad avere contrattilità.

Si può provare più (o meno) eccitazione in gravidanza?

Provare o meno eccitazione durante la gravidanza dipende molto dalla singola donna. In linea di massima, l’eccitazione è maggiore nel secondo trimestre, sia per la fase eccitatoria che per quella orgasmica. Il secondo trimestre corrisponde al momento di benessere della gravidanza. Abbandonata la stanchezza e la sonnolenza dovuta al progesterone, tipica del primo trimestre, non sono ancora comparsi i fastidi del terzo trimestre, spesso accompagnati anche dal rischio di perdere la visione di sé stesse come oggetto del desiderio sessuale.

Benefici del sesso in gravidanza

In assenza di controindicazioni di ordine medico, il sesso durante la gravidanza comporta più i benefici che rischi, ad esempio può essere utile per il:

  • Mantenimento di una buona intesa di coppia
  • Avere una buona immagine di sé
  • Praticare attività fisica e del pavimento pelvico, importante dal punto di vista del parto e della ripresa dell’attività sessuale post parto.

Sesso anale e orale non sono controindicati, purché in linea con la sessualità della coppia e con quello che la coppia si sente di fare. Per il sesso anale è importante ricordare che va assolutamente evitato il rischio del passaggio di batteri nel canale vaginale. 

Per quanto riguarda il sesso orale, nel secondo e nel terzo trimestre, a causa degli ormoni e della vascolarizzazione che aumenta, i tessuti diventano molto più responsivi. In alcune donne fin troppo: il sesso orale potrebbe risultare fastidioso. Si tratta comunque di regole che non valgono per tutti: ogni singola donna, ogni singola coppia, persino ogni singola gravidanza della stessa donna hanno caratteristiche specifiche.

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Sesso post gravidanza: come comportarsi

Bisogna astenersi dall’attività sessuale per i 40 giorni dopo il parto, il periodo del puerperio. I 40 giorni, infatti, consentono all’utero di ritornare alla condizione precedente e che i tessuti siano di nuovo pronti. A questo scopo, il massaggio perineale, oltre a migliorare l’elasticità dei tessuti del perineo, preparandoli ad affrontare meglio il parto, può rivelarsi utile anche dopo, per facilitare il ritorno a un’attività sessuale soddisfacente. 

Inoltre, le perdite ematiche post parto generalmente possono protrarsi per tutto il periodo. 

Nella visita ginecologica dopo 40 giorni dal parto il medico controlla la corretta guarigione dei tessuti perché si possa riprendere l’attività sessuale senza troppi problemi. Fondamentali, per il sesso post partum sono due aspetti:

  • È buona norma parlare nella visita di controllo della possibilità di assumere contraccettivi ormonali anche durante l’allattamento
  • L’allattamento dà secchezza vaginale. Si può sentire molto fastidio pur non avendo avuto punti. Il problema si risolve usando un buon lubrificante.
2023-01-02T16:35:49+01:00 30 Dicembre 2022|Categories: Famiglia|0 Commenti