Che esami fare per il prurito?

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Che esami fare per il prurito?

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Per conoscere le cause di questo sintomo, è molto importante affidarsi innanzitutto al medico di medicina generale. Sarà lui a indicare al paziente la strada migliore da seguire

Il prurito è un sintomo aspecifico che può essere associato ad una vasta gamma di condizioni cliniche. Per questa ragione, il consulto da parte di un medico di medicina generale è molto importante per indirizzare il paziente e aiutarlo a capire la natura del suo problema.

Per il prurito, gli esami possibili per cercare di elaborare una diagnosi sono molteplici. Si va dalle analisi del sangue fino ai test allergologici, ma anche in questi casi è il medico di base a indicare la strada migliore da seguire.

Con l’aiuto della dottoressa Carlotta Casiraghi del Centro Medico Santagostino, cerchiamo allora di capire quali possono essere le cause più comuni del prurito e come comportarsi al riguardo.

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Il diario del prurito

Il prurito può avere tanti significati per cui sarebbe più utile consultare inizialmente il proprio medico di base, invece di prenotare direttamente una visita specialistica. Il rischio, infatti, è di non ottenere una diagnosi corretta per il proprio problema, perdendo tempo e denaro dietro esami inutili.

Sarà poi compito del medico di medicina generale fornire al paziente o alla paziente un quadro generale della situazione e indirizzarlo, eventualmente, allo specialista più appropriato per trattare il suo problema.

Quando si parla di sintomi aspecifici come il prurito, può essere particolarmente utile tenere traccia delle manifestazioni con un diario quotidiano, inserendo i momenti della giornata nei quali compare e le cause che possono averlo innescato.

Quali malattie possono provocare prurito?

Innanzitutto, le cause che possono comportare prurito si dividono in locali o sistemiche. Tra le prime, le più comuni sono ad esempio le punture di zanzara o le dermatiti da contatto dovute a reazioni allergiche.

Le cause sistemiche, invece, comportano un prurito generalizzato la cui origine è difficile da identificare. Tra queste possono rientrare anche ragioni di natura psicologica come la dermatite da stress o la psoriasi che si manifestano tipicamente con sfoghi cutanei in coincidenza di periodi particolarmente stressanti.

In questi casi lo stato d’ansia della persona viene somatizzato al punto da manifestarsi con:

  • infiammazioni
  • irritazioni della pelle
  • eruzioni cutanee

Il prurito può essere dovuto anche a patologie della tiroide, a malattie del sangue o della circolazione – vene varicose ad esempio – ma anche a disfunzioni dei reni (insufficienza renale) o problemi di natura neurologica, soprattutto se associato ad altri sintomi come, ad esempio, il formicolio.

Questo sintomo può manifestarsi anche durante la gravidanza, in particolare tra il secondo e il terzo trimestre, prevalentemente di notte, sui palmi delle mani o le piante dei piedi nella fase iniziale.

Quando il prurito dipende dal fegato?

Il prurito può essere anche uno dei sintomi associati a problemi di natura epatica o disturbi alla colecisti. In questi casi in particolare, il prurito è dovuto a colestasi. Tale condizione si verifica quando i dotti biliari sono ostruiti dai calcoli ed è riscontrabile con le analisi del sangue, attraverso la misurazione della concentrazione dei sali biliari rilasciati in circolo.

Come si manifesta il prurito da linfoma?

Una condizione piuttosto severa come il linfoma (tumore maligno del sistema linfatico) ha tra le sue manifestazioni sintomatologiche anche il prurito. In questi casi si parla di prurito sine materia, in quanto non ci sono manifestazioni evidenti sulla pelle e il prurito è generalizzato. Spesso, però, si accompagna ad altri sintomi come febbre o sudorazione notturna.

Che esami si devono fare per il prurito?

Tra le più comuni cause del prurito ci sono le reazioni allergiche la cui natura può essere determinata con opportuni test allergologici. Il loro scopo è quello di identificare l’allergene che innesca la risposta dell’organismo.

Questi esami possono essere condotti principalmente in due modi: applicando l’allergene con un cerotto (patch test) o con un piccolo ago (test di cutireazione). Lo scopo è verificare l’eventuale reazione della pelle e identificare la sostanza che la innesca.

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Prurito, esami del sangue per scoprire le cause

L’esame del sangue che può fornire un quadro abbastanza esaustivo della situazione e aiutare già ad escludere diverse condizioni cliniche è l’emocromo o esame emocromocitometrico. Si tratta di un test semplice e a basso costo con il quale valutare la condizione del sangue in generale e di tutte le sue componenti quali:

  • globuli rossi (contengono l’emoglobina che serve a trasportare ossigeno e anidride carbonica)
  • globuli bianchi (le cellule adibite alla difesa dell’organismo)
  • piastrine (coinvolte nei processi di coagulazione del sangue)

In presenza di un linfoma, ad esempio, i valori dell’emocromo possono risultare alterati.

Dopodiché, siccome il prurito, come detto, può essere una delle manifestazioni di disturbi epatici, si può procedere con esami ematici che riguardano le condizioni del fegato, come le transaminasi.

Per quanto riguarda, invece, l’insufficienza renale, l’esame che può darci un quadro esaustivo sulla funzionalità di questi organi è il dosaggio dell’urea. Solitamente, questo esame viene prescritto insieme al test della creatinina o di altri marcatori utilizzati per valutare il funzionamento dei reni. Livelli troppo alti di urea o creatinina nel sangue possono indicare una scarsa funzionalità dei reni.  Questi, infatti, potrebbero non essere in grado di filtrare e smaltire i prodotti delle reazioni metaboliche del nostro organismo.

2021-10-14T11:15:31+02:00 14 Ottobre 2021|Categories: Salute|0 Commenti