Pandemic stains, la fotografia rivela l’invisibile

//Pandemic stains, la fotografia rivela l’invisibile

Pandemic stains, la fotografia rivela l’invisibile

  • Pandemic Stains

Un libro fotografico che racconta la pandemia da un punto di vista inedito: con la luce ultravioletta, per mostrare i "nemici" invisibili che ci circondano

Pietro Baroni e Marco Casino hanno avuto un’idea geniale: PANDEMIC STAINS.

Confesso che all’inizio nutrivo qualche perplessità. Non certo sul piano artistico: le foto sono bellissime e uniche. Ma sul piano psicologico. Cosa può pensare la gente, scoprendo che tutto ciò che consideriamo pulito, in realtà non lo è? Soprattutto oggi nel momento in cui stiamo lottando contro la pandemia.

Se, nonostante i nostri sforzi di igienizzazione con amuchine varie, alcool, detersivi più o meno aggressivi, siamo circondati da eserciti di microorganismi vari. E non solo in bagno, ma anche in cucina, davanti al televisore, sul nostro divano preferito, sul cellulare e il PC, ormai diventati una sorta di protesi allungata del nostro corpo…

Poi, pensandoci bene e riflettendoci meglio, anche da medico, ho cambiato parere.

Per due motivi: uno di ordine biologico-naturalistico, uno di ordine psicologico.

Per quanto riguarda il primo, l’osservazione diretta e “scientifica” (quindi non artefatta) del mondo e dell’ambiente in cui viviamo ci obbliga ad avere una visione “reale” della realtà (scusate il bisticcio, voluto) e di conseguenza rendersi conto che esiste un mondo complicatissimo e a suo modo affascinante che non conosciamo, ma c’è e che silenziosamente interagisce con il nostro organismo. Che può influenzare anche il nostro equilibrio biologico, la salute.

Come, del resto, avviene costantemente, microsecondo dopo microsecondo, all’interno del nostro corpo. Il quale, anche se non lo avvertiamo, è teatro di immani processi biologici di aggressione e difesa in ogni distretto corporeo: la pelle, l’apparato digerente, l’apparato respiratorio, che non sono sterili. Territori che sono colonizzati anche da miriadi di “batteri buoni” che, in cambio di un ambiente protetto, impediscono fin che sono in grado l’aggressione di agenti infettanti esterni e che quindi contribuiscono alla nostra salute (come ben sanno gli studiosi del microbioma).

L’altro, quello di ordine psicologico, forse addirittura metafisico, è la presa di coscienza, la consapevolezza che il mondo, la natura non finiscono con l’Uomo (l’homo sapiens) ma che ciascuno di noi ne fa parte e ha il dovere di rispettarli.

Come? Usando la conoscenza e l’intelligenza che l’Ulisse dantesco non separava dalla “virtude”.

La prima, in questo caso, ci permette di rendere “visibile l’invisibile”; la seconda di capire come trarne vantaggio. Immediata per uno studioso della biologia la considerazione per la quale, se sai in che ambiente vivi, meglio ti adatti. Per tutti, educarci ad una concezione più ampia dell’igiene (concetto cardine della salute e della medicina degli ultimi 2 secoli) ma che, proprio per eccessiva superficialità derivante dal senso di onnipotenza della modernità ci trova così fragili e impauriti di fronte alla pandemia da Covid 19.

Kitchen of an apartment shared by 4, Bovisasca

 

Commuter train, Greco

PANDEMIC STAINS, è un progetto fotografico che sta per diventare un libro. Per poterlo stampare è stata organizzata dagli autori una campagna di crowdfunding che prevede un pre-ordine del libro e la possibilità di acquistare anche delle stampe fotografiche con inchiostri UV.
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2020-10-30T11:50:46+01:00 30 Ottobre 2020|Categories: Prevenzione|0 Commenti