Noduli al seno: come riconoscerli

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Noduli al seno: come riconoscerli

  • nodulo al seno

Il nodulo alla mammella è sempre espressione di una malattia tumorale? No, per fortuna. Ma sempre meglio farsi controllare.

Benigni o maligni? quando preoccuparsi dei noduli al seno

Il riscontro di noduli al seno all’autopalpazione, scatena inevitabilmente nella donna la paura del tumore maligno: scatta l’ansia della visita urgente e l’ombra delle terapie. Atteggiamento assolutamente comprensibile dal punto di vista psicologico. Ma la preoccupazione ha sempre un fondamento scientifico? 

La comparsa di un nodulo al seno di nuova insorgenza impone una visita senologica. Fortunatamente, non sempre questo corrisponde a un tumore maligno. I noduli al seno possono anche essere espressione di condizioni fisiologiche o patologie benigne (lesioni benigne).

Non bisogna però dimenticare che:

  • Il tumore della mammella rappresenta oggi la principale patologia oncologica che colpisce le donne
  • L’incidenza è di 1 donna su 8, con circa 56.000 nuovi casi in Italia all’anno
  • Si riscontra una tendenza all’anticipazione diagnostica poichè sempre più donne giovani si ammalano

Quando si riscontra un nodulo, dunque, è necessario prestare attenzione. Siccome il tumore al seno si presenta spesso così, la prima cosa da fare è fissare una visita senologica, senza però farsi sopraffare dall’ansia. 

Quando un nodulo al seno può dirsi pericoloso? Per fortuna solamente in 1 caso su 10. I noduli, infatti, si dimostrano frequentemente benigni.

Detto questo, vediamo cosa può essere un nodulo della mammella, e quando non è il caso di preoccuparsi.

Sempre la solita cisti

Una cisti semplice è una sacca o una cavità ripiena di liquido, spesso costituita d’acqua. Tipica dell’età fertile può comunque manifestarsi anche dopo la menopausa.

Ecco le 4 caratteristiche della cisti semplice:

  1. Insorge improvvisamente (l’ho sentito ieri prima non avevo nulla)
  2. Si manifesta come nodulo mobile di consistenza tesa (non durissimo)
  3. Presenta contorni regolari (non sempre valutabile all’autopalpazione)
  4. Può provocare dolore (causando mastodinia, ovvero dolore al seno).

La comparsa della cisti semplice è legata alla stimolazione che gli ormoni sessuali (estrogeni e progesterone) esercitano sulla ghiandola mammaria.

Che fare se il senologico, con l’ausilio dell’ecografia mammaria, diagnostica una cisti?
Nulla, a meno che non faccia male. In quel caso è possibile svuotarla con una siringa, attuando una procedura semplice ed indolore (agocentesi), che risolve prontamente la sintomatologia.

Queste cisti probabilmente si riformeranno alla successiva stimolazione ormonale (ciclo ovarico), tuttavia essendo fatte d’acqua non possono trasformarsi in noduli maligni. Attenzione però alla classica espressione “sarà sempre la solita cisti…”; fino a prova contraria, meglio un controllo in più dal senologo! 

Il fibroadenoma

Il classico nodulo mammario benigno, tipico della donna giovane, è il fibroadenoma. È un nodulo duro, di consistenza solida a margini regolari, che viene riconosciuto all’autopalpazione come una piccola pallina al seno. La diagnosi anche in questo caso è molto semplice, essendo sufficiente la visita senologica con l’ecografia mammaria.

La tendenza all’insorgenza di un tumore maligno nell’ambito di un fibroadenoma è un’evenienza assai rara (meno del 2%). Quindi anche in questo caso non serve spaventarsi.

Cosa può succedere ad un fibroadenoma? Può crescere!

Nel caso in cui i noduli al seno raggiungano dimensioni superiori ai 2 cm, è indicata l’asportazione, che avviene tramite un intervento chirurgico semplice in regime di Day Hospital. L’intento è quello di evitare che il nodulo diventi troppo grande e possa alterare il profilo del seno.

Un tipo particolare e meno frequente di fibroadenoma è rappresentato dal tumore filloide. Nella maggioranza dei casi si tratta di un tumore benigno, ma caratterizzato da una crescita veloce, e da una più rapida indicazione all’asportazione chirurgica. Nell’ambito dei tumori filloidi esistono anche varietà con caratteristiche maligne ad alta aggressività; è per questo che in caso di sospetto filloide occorre, per prudenza, accertarne la natura benigna mediante esame istologico (biopsia mammaria).

Mastopatia fibrocistica

La mastopatia fibrocistica viene anche conosciuta più impropriamente come malattia fibrocistica. 

Il termine mastopatia non è solo elegante, ma anche più corretto scientificamente: non si tratta di una malattia, bensì di una condizione fisiologica tipica del seno giovane (NB: del seno giovane, non per forza della donna giovane). Colpisce soprattutto le donne in periodo fertile e si presenta come un’area della mammella di maggiore consistenza alla palpazione, a volte dolente, con incremento della sintomatologia dolorosa in prossimità del ciclo mestruale. Non essendo una malattia, non esiste nessun terapia, oltre a non richiedere alcun trattamento medico.

Galattocele

Il galattocele è un nodulo benigno della mammella che insorge in corso di allattamento. Ha caratteristiche cliniche simili al fibroadenoma. Spesso non necessita di alcun trattamento medico e tende a regredire al termine dell’allattamento. In caso di non regressione o rapida crescita, è possibile asportarlo chirurgicamente anche per accertarne la natura benigna.

Da ricordare che esiste purtroppo, anche se raramente, il tumore maligno della mammella con insorgenza in gravidanza e nel primo anno successivo al parto; quindi in caso di riscontro di nodulo in corso di allattamento, occorre sempre rivolgersi al proprio senologo di riferimento.

I 4 segnali da non sottovalutare: quando consultare il proprio medico

Abbiamo visto come nella maggior parte dei casi un nodulo alla mammella non sia necessariamente sinonimo di cancro al seno. Nei restanti casi, però, è importante utilizzare tutti gli strumenti di cui disponiamo per giungere a una diagnosi precoce; una diagnosi tardiva infatti, aumenterebbe il rischio che cellule tumorali, eventualmente presenti nel tessuto mammario, possano infiltrarsi nei tessuti circostanti.

Proprio per questo bisogna consultare tempestivamente il proprio medico curante se si riscontra uno o più di questi sintomi:

  1. Alterazioni del capezzolo (in fuori o in dentro),
  2. Perdite da un capezzolo solo (se la perdita è bilaterale il più delle volte la causa è ormonale)
  3. Cambiamenti della pelle (aspetto a buccia d’arancia localizzato)
  4. Cambiamenti della forma del seno 

Il dolore di per sé non costituisce un sintomo apprezzabile (almeno nelle fasi iniziali): si è osservato infatti che su 1000 donne che lamentavano dolore al seno, solo 4 avevano di fatto una lesione di natura maligna. Le restanti 996 donne avevano lesioni benigne o non ne avevano affatto.

Dall’autopalpazione alla mammografia: l’importanza della prevenzione

L’autopalpazione rappresenta un’ottima pratica, soprattutto in giovane età; non deve però sostituirsi alle tecniche diagnostiche più avanzate, che consentono una diagnosi più precisa e precoce.

Il vantaggio dell’autopalpazione è che può essere eseguita in autonomia, con gli opportuni accorgimenti (per maggiori informazioni su come toccare il seno per una corretta autopalpazione); si consiglia di praticarla dopo la fine del ciclo, perché questo è il momento in cui il seno è meno turgido. In gravidanza o in menopausa, invece, può essere eseguita in qualunque momento.

L’indubbio svantaggio è che i noduli al seno apprezzabili al tatto hanno già raggiunto delle dimensioni consistenti; al contrario metodi diagnostici come la mammografia e l’ecografia mammaria permettono di identificare le lesioni molto più precocemente.

Vista l’importanza della prevenzione, il Ministero della Salute ha creato un programma di screening per la diagnosi precoce del tumore mammario, che si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 anni e i 69 anni e prevede una mammografia ogni 2 anni. In alcune Regioni si sta sperimentando l’efficacia in una fascia di età più ampia, quella compresa tra i 45 e i 74 anni (con una periodicità annuale nelle donne sotto ai 50 anni).

Con l’attuale situazione di distanziamento, si è riscontrata una tendenza a rimandare eventuali visite.

La raccomandazione è “non rinviamo diagnosi precoce e prevenzione”.

 

 

 

2021-03-24T17:25:22+01:00 26 Febbraio 2021|Categories: Donna|0 Commenti