Vaccino antinfluenzale: tutto quello che c’è da sapere

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Vaccino antinfluenzale: tutto quello che c’è da sapere

  • vaccino antinfluenzale

Ancora troppo spesso viene sottovalutata l'importanza del vaccino antinfluenzale. In questo articolo proviamo a spiegarvi perché è fondamentale, sfatando i falsi miti e le credenze più comuni.

Ogni anno dobbiamo fare i conti con l’influenza. Solitamente arriva in autunno, anche se il vero picco si concentra in prossimità delle vacanze di Natale. Tuttavia un’arma per contrastare questa epidemia esiste: si tratta del vaccino antinfluenzale, a cui tutti dovremmo sottoporci, ma che ancora troppo spesso viene sottovalutato. Tra efficacia e falsi miti, proviamo a fare chiarezza.

Cos’è e cosa contiene il vaccino antinfluenzale?

I vaccini antinfluenzali disponibili in Italia sono autorizzati dalle agenzie regolatorie del farmaco, AIFA per l’Italia ed EMA per l’Europa, e la composizione è nota per ognuno di essi.

In Italia, ad esempio, sono disponibili 4 tipi di vaccino quadrivalente che contengono 2 virus di tipo A (H1N1 e H3N2) e 2 virus di tipo B. Vengono somministrati ai pazienti in base alla fascia di età. I vaccini autorizzati per l’uso nell’uomo sono prodotti sicuri. Sono stati sottoposti ad una serie di controlli accurati effettuati nella fase di produzione, prima della loro immissione in commercio e dopo la loro commercializzazione.

Fra le preoccupazioni vi è l’insorgenza della sindrome di Guillain Barrè, ma è importante sottolineare che questi casi si verificano comunemente in seguito ad infezione gastrointestinale o respiratoria acuta tra cui l’influenza, per cui la vaccinazione antinfluenzale può effettivamente ridurre il complessivo rischio di contrarla.

Il vaccino viene somministrato ogni anno mediante iniezione intramuscolare e ci sono molti dati a supporto della sua sicurezza e dell’efficacia. Inoltre, il meccanismo con cui agisce è ben conosciuto e prevede l’introduzione di una sostanza di origine biologica, ovvero un virus inattivato, una parte di esso o una proteina che sono in grado di stimolare una risposta da parte del sistema immunitario facendo produrre anticorpi. In questo modo, quando il nostro organismo entra in contatto con il virus circolante è già pronto ad affrontarlo.

Se l’influenza non è grave non è necessario vaccinarsi?

L’influenza non è grave se il soggetto di per sé gode di buona salute e se il virus responsabile non è troppo aggressivo. Non vaccinarsi, però, può comunque rivelarsi un rischio per le persone con un sistema immunitario compromesso come nel caso degli anziani o dei malati oncologici. Lo scorso anno, anche a causa della pandemia e del conseguente lockdown, i casi di influenza sono notevolmente calati.

In ogni caso, come riporta l’Iss, “la frequenza con cui insorgono casi di influenza, pur variando notevolmente da stagione a stagione, si aggira mediamente intorno al 9% (range: 4-15%) della popolazione generale, ogni anno”. I casi gravi da influenza – soprattutto per i soggetti ricoverati in terapia intensiva – possono avere conseguenze pesanti e portare al decesso.

Morti evitabili se si arrivasse ad una copertura vaccinale tale da contrastare la diffusione del virus.

Ho fatto il vaccino antinfluenzale ma ho avuto l’influenza, per cui è inutile?

Il vaccino antinfluenzale è efficace per contrastare i ceppi più comuni del virus influenzale (due del gruppo A e due del gruppo B per il vaccino tetravalente erogato quest’anno dall’ATS) che si manifestano con febbre improvvisa accompagnata da brividi, dolori ossei e muscolari, mal di testa, grave malessere generale, mal di gola, raffreddore, tosse e congiuntivite. In circolazione, specie in inverno, vi sono però altri virus parainfluenzali e adenovirus, che provocano sintomi molto simili a quelli dell’influenza, ma per i quali ad oggi non esistono vaccini.  Le infezioni respiratorie o intestinali che essi provocano sono meno serie e meno soggette a complicazioni rispetto a quelle causate dall’influenza. 

È opportuno poi ricordare che il vaccino impiega circa 1-2 settimane per essere efficace, e che il virus si manifesta dopo 1-2 giorni d’incubazione. Per cui se si contrae il virus poco prima o poco dopo il vaccino, quest’ultimo perde d’efficacia.

Se sono vaccinato non posso prendere l’influenza?

Il vaccino erogato è tetravalente, per cui copre dai 4 ceppi più comuni di virus antinfluenzale (due sottotipi dell’influenza A e due sottotipi dell’influenza B).

Tuttavia, l’influenza è causata da una moltitudine di ceppi che possono variare di anno in anno per cui non è possibile garantire una copertura totale. Inoltre, come già visto in precedenza, il vaccino non protegge dai virus parainfluenzali, che causano spesso sintomi molto simili a quelli dell’influenza vera e propria, e dai virus gastrointestinali.

Il vaccino antinfluenzale può avere gravi effetti collaterali?

Il vaccino antinfluenzale è sicuro e gli effetti collaterali sono irrilevanti se paragonati ai rischi di un’epidemia influenzale o agli effetti collaterali dei farmaci più comuni usati per curarla, come il paracetamolo.

Quanto durano gli effetti collaterali del vaccino?

Spesso si ha il timore che il vaccino possa provocare gravi reazioni allergiche, ma in realtà, a seguito del vaccino, possono presentarsi un transitorio gonfiore e dolore della zona interessata, febbricola o malessere generale che regrediscono spontaneamente nel giro di 24/48 ore. In ogni caso un colloquio con il vaccinatore soprattutto per chi soffre di allergie è fondamentale per evitare ogni possibile complicanza.

Sono incinta, quindi non posso fare il vaccino antinfluenzale?

Le donne che all’inizio della stagione influenzale si trovano nel secondo o nel terzo trimestre di gravidanza rientrano nelle categorie ad alto rischio di complicanze o di ricoveri correlati all’influenza, di conseguenza è fortemente consigliata la vaccinazione. L’influenza, in particolare la febbre alta, può infatti comportare la comparsa di contrazioni dell’utero, che possono causare a loro volta un parto prematuro. Il vaccino antinfluenzale è inoltre fortemente consigliato anche durante l’allattamento, in quanto permette di rinforzare le difese immunitarie del neonato.

I bambini devono “farsi gli anticorpi”, il vaccino è inutile?

Generalmente un bambino in buone condizioni di salute è in grado di reagire bene in caso di influenza. Per questo motivo, spesso, i genitori tendono a non vaccinarli.

Tuttavia, un bambino con l’influenza è un veicolo di contagio per i familiari (genitori e altri fratelli o sorelle) e per i soggetti più deboli, ad esempio quelli affetti da patologie croniche a maggior rischio di complicazioni in caso di influenza. Da non sottovalutare inoltre i disagi che la malattia provoca, come la perdita di giorni di scuola o giorni di lavoro dei genitori.

Stare al freddo fa venire l’influenza?

Le basse temperature, di per sé, non favoriscono la comparsa dell’influenza. Potete dunque portare tranquillamente i vostri bambini al parco, la trasmissione dei virus è molto difficile all’aperto: molto più facile in ambienti chiusi come le scuole, gli uffici e i mezzi pubblici. Attenzione soprattutto agli sbalzi termici che favoriscono l’aderenza dei virus. 

L’antibiotico è utile per curare l’influenza?

No. L’antibiotico è utile contro le infezioni batteriche, mentre l’influenza è causata da un virus.

Ecco perché assumere gli antibiotici (a maggior ragione senza controllo del medico) non solo è dannoso, ma è anche totalmente inutile. L’antibiotico può essere assunto nel caso di infezioni batteriche derivate da complicazioni dell’influenza, ma mai senza controllo medico. 

L’Aifa ha vietato l’utilizzo del vaccino?

No.

Il vaccino non è in alcun modo correlato a decessi nelle persone anziane e AIFA non ne ha in alcun modo vietato l’utilizzo, come invece riportato in alcune news risalenti al 2014. 

“Si tratta – come ha precisato l’AIFA in una nota – di una notizia fuorviante che rischia di arrecare danno alla campagna di vaccinazione antinfluenzale in corso. AIFA infatti ribadisce l’importanza di vaccinarsi contro l’influenza stagionale. In particolare questo vale per alcune categorie che possono essere più a rischio (gli anziani sopra i 65 anni e le persone di tutte le età con patologie di base che aumentano il rischio di complicanze in corso di influenza), ed è importante non lasciarsi condizionare da false notizie circolanti in rete”.  

Nella stagione 2014-2015 le voci infondate sulla pericolosità del vaccino anti-influenzale, con il blocco precauzionale da parte di Aifa di alcuni lotti, poi risultati assolutamente non tossici, hanno drasticamente ridotto il numero dei vaccinati e fatto invece crescere casi gravi e morti per complicanze.

Tradotto in cifre, questo effetto mediatico legato a morti ‘sospette’ ha portato a un netto calo delle persone che si sono vaccinate. In realtà, in molti casi, le medesime morti erano dovute soltanto a coincidenze e riguardavano soggetti con patologie pregresse. Nella stagione 2014-15 la copertura vaccinale è stata pari al 13,6% degli abitanti, contro il 15,6% dell’anno precedente: il dato più basso da 10 anni.  Con 160 morti, rispetto ai 16 dell’anno precedente

È vero, se siamo in buona salute spesso tendiamo a sottovalutare l’influenza, perché tende a guarire spontaneamente nel giro di pochi giorni senza particolari complicazioni. Il vaccino però non è solo un atto di amore verso noi stessi, ma anche e soprattutto verso i nostri cari e le persone per cui l’influenza potrebbe avere conseguenze ben più gravi.

2021-07-14T13:17:29+02:00 10 Luglio 2021|Categories: Salute|0 Commenti