Unghie fragili e che si spezzano: cosa fare

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Unghie fragili e che si spezzano: cosa fare

  • unghie

Se gli occhi sono lo specchio dell’anima, anche le unghie possono dirci molto su di noi e sulla nostra salute. Se in condizioni di buona salute le unghie appaiono infatti visibilmente sane, di un bel colore rosato, forti e brillanti; esistono molte condizioni che possono andare a danneggiarle e rovinarle, con un impatto non solo sull’aspetto estetico

Unghie fragili, che si spezzano: le cause e le manifestazioni di questo fastidioso problema possono essere molteplici.

Le onicopatie, cioè le malattie e le deformità delle unghie, spaziano infatti dalle malattie cutanee congenite e acquisite alle infezioni, alle abitudini di vita, alle manipolazioni cosmetiche fino a vere e proprie patologie.

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Unghie fragili: attenzione ai detergenti troppo aggressivi

Le unghie fragili sono una condizione molto comune nelle donne dopo i 50 anni, e le cause possono essere differenti e si rintracciano soprattutto nei lavaggi ripetuti delle mani e nell’uso frequente di detergenti aggressivi e/o solventi. Le unghie fragili si spezzano, si impigliano negli abiti, si sfaldano, sono friabili, molli e prive di elasticità.

Gli effetti di un ripetuto contatto con l’acqua e con agenti irritanti possono portare all’onicolisi, cioè il distacco dell’unghia dal tessuto sottostante, con penetrazione di aria che dà origine a una macchia di colore bianco/giallo. L’onicolisi delle mani colpisce le unghie delle casalinghe ed alcune categorie professionali quali gli alimentaristi, che si trovano spesso a immergere le mani in acqua e a utilizzare prodotti chimici. Le unghie più colpite sono quelle della mano dominante.

L’onicolisi può essere anche traumatica (soprattutto negli alluci) ed è causata dalla frizione ripetuta della lamina ungueale contro la punta della scarpa. In questo caso le responsabili sono le calzature strette e scomode (scarpe a punta e col tacco), oppure un’alterazione anatomica dei piedi.

Quel brutto vizio di mangiarsi le unghie

Frequente sia nei bambini che negli adulti è l’onicofagia: mangiarsi le unghie è un antistress molto comune. Nelle persone che mangiano le unghie sono comuni gli episodi di perionissi acuta, conosciuta come “giradito”, perché le piccole ferite costituiscono una porta di ingresso per i batteri, che causano episodi di infezione localizzata. Una forma frequentissima di onicotillomania, ovvero il vizio di manipolare l’unghia in modo eccessivo, è la distrofia canaliforme mediana: il “tic” consiste nello spingere indietro la cuticola dell’unghia del pollice con l’indice. Come conseguenza si ha la formazione di un evidente avvallamento longitudinale. Spesso il gesto è meccanico e reiterato in maniera inconscia.

L’onicocriptosi, meglio nota come unghia incarnita, è una condizione patologica nella quale un frammento oppure una porzione dentellata del bordo laterale dell’unghia penetra nei tessuti molli adiacenti che spesso si infettano. Può manifestarsi a tutte le età, mono o bilateralmente. La cute si arrossa, diventa lucida e tesa, ed il dito appare gonfio e tumefatto.

Se a cambiare è la forma

Variazioni di forma  delle unghie comprendono l’onicogrifosi e le unghie a vetrino d’orologio.

L’onicogrifosi è un ispessimento delle unghie degli alluci con aspetto a guscio d’ostrica. Sono spesso pazienti anziani e con scarsa cura personale che lasciano crescere le unghie in modo abnorme per anni. L’unghia appare ispessita, opaca, giallastra, come un artiglio, a volte con dimensioni veramente enormi. Il taglio è molto difficile. Viene favorita da disturbi vascolari, alluce valgo e deformità ossee.

Nelle unghie a vetrino d’orologio si ha invece un’accentuazione della curvatura longitudinale della lamina che assume un aspetto bombato. Si osserva spesso in corso di patologie polmonari (bronchiectasie, BPCO), patologie dell’intestino e del fegato.

Se a cambiare è il colore

Quando invece è il colore della lamina ungueale a modificarsi probabilmente ci ritroviamo di fronte a:

  • una onicomicosi;
  • un ematoma sunbungueale;
  • una melanonichia da frizione.

L’onicomicosi è un’infezione fungina dell’unghia; colpisce per lo più gli anziani, con una predilezione per le unghie dei piedi. Sono fattori predisponenti a un’invasione fungina:

  • età avanzata;
  • diabete mellito;
  • insufficienza vascolare periferica;
  • neuropatie periferiche;
  • anormalità podologiche;
  • precedenti traumi;
  • ipersudorazione;
  • uso di calzature strette.

La forma più frequente è l’onicomicosi subungueale distale: le unghie sono ispessite, scollate e di colore bianco-giallo-verdastro. La diagnosi clinica va sempre confermata con l’esame micologico, che consiste nel prelievo di materiale dall’unghia e nella sua osservazione al microscopio e nella messa in coltura per verificare che tipo di fungo cresce.

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L’ematoma subungueale è tipico dell’alluce in atleti, soprattutto corridori e calciatori. Il trauma è ben ricordato dal paziente. Gli ematomi subungueali possono anche essere causati da microtraumi ripetuti delle calzature, e spesso non si sente nessun dolore. Si ha la comparsa di una macchia scura, rosso-bruna o nera, persistente. Gli ematomi subungueali guariscono lentamente poiché il sangue è intrappolato tra la lamina e il letto ungueale, per questo la loro durata è sempre di diversi mesi.

La melanonichia da frizione è dovuta allo sfregamento ripetuto del dito del piede contro la calzatura, con attivazione dei melanociti della matrice ungueale, che iniziano a produrre melanina e a trasferirla all’unghia che cresce. Appare come una banda longitudinale grigio-bruna-nera dell’unghia del quarto e/o quinto dito del piede. Va in diagnosi differenziale con il raro ma più temibile melanoma ungueale.

Tipica dei bambini è infine la leuconichia puntata, dei piccoli puntini di colore bianco candido a livello di più unghie. Non è dovuta a una carenza di calcio, ma a piccoli traumi o colpi che spesso i bambini si procurano giocando.

Che vitamina manca quando si sfaldano le unghie?

La fragilità delle unghie può essere dovuta inoltre a carenze nutrizionali, causate da una dieta poco equilibrata. A incidere maggiormente sulla salute delle unghie è la carenza di vitamine, in particolare la vitamina A, B6, C, E, sali minerali, come ferro, zinco, rame, calcio, fosforo e selenio, o amminoacidi.

Cosa usare per rinforzare le unghie fragili?

I rimedi per unghie fragili possono essere diversi a seconda dei fattori che le hanno provocate. Il consiglio è quindi quello di rivolgersi al proprio medico curante che saprà analizzare la situazione e indicare il trattamento più efficace.

In genere, la terapia può prevedere le seguenti soluzioni:

  • pomate e lozioni a base di oli vegetali per idratare e rendere maggiormente elastiche le unghie;
  • integratori alimentari a base di biotina (vitamina H facente parte delle vitamine B, nota anche come vitamina B8) o di altri mix vitaminici, collagene, calcio, cistina, zolfo, silicio, rame, zinco, rame;
  • farmaci specifici per le forme derivate da altre patologie o infezioni micotiche

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Cosa fare se le unghie sono fragili?

L’indebolimento delle unghie può essere prevenuto adottando alcuni comportamenti:

  • seguire un’alimentazione corretta;
  • evitare di tenere le unghie per troppo tempo in acqua;
  • limitare il contatto con agenti chimici aggressivi e allergeni;
  • evitare ripetuti microtraumi;
  • indossare dei guanti quando si entra in contatto con l’acqua e con sostanze aggressive
  • utilizzare smalti rinforzanti protettivi;  
  • non mangiarsi le unghie;
  • evitare manicure troppo frequenti e aggressive: l’acetone può danneggiare la cheratina, la proteina che dona durezza e flessibilità alle unghie; i solventi e le lime utilizzati per la rimozione degli smalti semipermanenti sono particolarmente aggressivi e possono indebolire gli strati superficiali delle unghie, rendendole più vulnerabili.
2022-07-21T16:13:16+02:00 18 Luglio 2022|Categories: Salute|0 Commenti