Lo sport contro il diabete

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Lo sport contro il diabete

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Lo sport, insieme certamente all'alimentazione, rappresenta un presidio per la prevenzione del diabete. Ma può essere praticato anche dai pazienti diabetici, sotto attento scrutinio medico. Scopriamo allora quali sono i benefici dello sport nella lotta al diabete.

Quello tra sport e diabete è un binomio che – se combinato opportunamente – gioca a favore dei pazienti diabetici. Insieme ad un adeguato stile di vita, infatti, la pratica sportiva può essere considerata un’importante alleata per la lotta alla malattia

Ma perché lo sport fa bene a chi soffre di diabete? In che modo abbassa a glicemia e quali sono le attività più adatte a questo scopo? Risponde la dottoressa Elisa Verrua, endocrinologa del Centro Medico Santagostino.

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Chi ha il diabete può fare sport?

Sport e diabete, un binomio possibile? La risposta è sì. Chi soffre di diabete può fare sport e, con le giuste modalità e le opportune precauzioni, otterrebbe vantaggi nel praticarlo.

Spesso lo sport, o più in generale l’attività fisica, sono componenti integranti di un piano di trattamento del diabete. L’importante, affermiamo fin da subito, è che accanto all’esercizio fisico il paziente abbia sempre sotto controllo il livello di glucosio nel sangue, per evitare il rischio di ipoglicemia.

Cos’è il diabete?

Con il termine diabete viene indicata una patologia cronica causata da una disfunzione insulinica che si esprime con livelli di glucosio, nel sangue, elevati. L’insulina è l’ormone che viene secreto dal pancreas e si occupa di “gestire” il glucosio affinché sia utilizzato come una fonte di energia per tutto l’organismo.

Nei pazienti diabetici questo meccanismo risulta alterato, il glucosio va in accumulo e si va incontro a iperglicemia, ovvero un aumento di glucosio nel sangue. Secondo la Relazione al Parlamento 2021 sul diabete mellito, il 4,7% della popolazione adulta italiana ha una diagnosi di diabete. Si tratta di un trend destinato alla crescita.

Il 90% dei pazienti con diagnosi di diabete soffre appunto di diabete mellito, o di tipo 2, nel quale il pancreas secerne insulina, ma l’organismo non è capace di utilizzarla. Nel rimanente 10% dei casi dei pazienti si ha una diagnosi di diabete di tipo 1, una patologia autoimmune in cui il pancreas non è in grado di produrre insulina.

Nelle cellule pancreatiche, o isole di Langerhans, si trovano le beta cellule responsabili della produzione di insulina.

Perché l’attività fisica abbassa la glicemia?

Di base, l’esercizio fisico produce un effetto ipoglicemizzante. In estrema sintesi: il glucosio presente nel sangue viene utilizzato dalle cellule muscolari per produrre l’energia necessaria a svolgere la data attività.

Praticare sport, e a breve capiremo quali attività sono più adatte ai pazienti diabetici, è equiparabile ad una “medicina”, e dovrebbe essere praticata sin dall’esordio di questa patologia. Circa il 30% delle persone che soffrono di diabete ha uno stile di vita sedentario, uno stile di vita del tutto sbagliato.

Teniamo conto che livelli normali di glucosio nel sangue oscillano tra i 70mg/dL e i 99mg/dL quando un soggetto è a digiuno. Con valori uguali o superiori a 126 mg/dL, a digiuno, si ha vero e proprio diabete.

Quale attività è più congeniale al diabetico?

Partiamo da alcuni riferimenti: l’esercizio fisico, affinché sia efficace, deve essere praticato con continuità e costanza: 30 – 40 minuti con una frequenza di 3, 4 volte su base settimanale. Si tratta di una frequenza ideale.

Inizialmente basteranno 10 minuti consecutivi, che nelle pratiche successive saranno progressivamente incrementati. Questa progressione è necessaria perché nei primi minuti di attività i muscoli prendono energia dagli zuccheri che sono stoccati al loro interno. Con il proseguire dell’attività, attingeranno alle riserve di glicogeno che si trovano nel fegato. Infine, si arriverà ai grassi.

L’attività più congeniale per chi soffre di diabete è l’attività aerobica, durante la quale il sistema cardiovascolare è capace di dare il giusto apporto di ossigeno ai muscoli. I principali sport aerobici sono:

  • camminata sostenuta
  • corsa
  • ciclismo
  • nuoto, purché praticato a bassa intensità
  • sci di fondo
  • tapis roulant.

L’attività aerobica a bassa intensità permette all’organismo di bruciare sia gli zuccheri che i grassi. Oltre al glucosio, anche i trigliceridi e il colesterolo LDL (il cosiddetto colesterolo cattivo) risulteranno avere livelli più bassi. Nell’esercizio anaerobico, come il sollevamento pesi, il glucosio è utilizzato solo in parte. Si ha una minore produzione di energia e una produzione di acido lattico, un sottoprodotto che risulta tossico per le cellule.

La fatica muscolare è proprio una conseguenza sintomatologica dell’accumulo, nel sangue, di acido lattico.

Diabete e corretta alimentazione

Non solo lo sport e l’approccio farmacologico, ma anche una corretta alimentazione aiuta la gestione della patologia diabetica.

Nel 2016 l’Università della Danimarca Meridionale ha svolto uno studio, pubblicato poi su PLOS Medicine, che ha passato al vaglio lo stato di salute di oltre 50.000 donne e uomini con una età compresa tra i 50 e i 65 anni.

I risultati di questo studio hanno dimostrato che il solo andare in bicicletta, nonostante l’attività fosse stata intrapresa in tarda età, riduceva il rischio della malattia diabetica.

Come lo sport previene il diabete?

Lo sport aiuta la prevenzione al diabete di tipo 2 in diversi modi:

  • diminuisce il grasso totale e, in particolar modo, il grasso addominale, che è insulino-resistente, grasso che ha una diminuita capacità di rispondere all’azione dell’insulina
  • aumenta il flusso del sangue verso i tessuti definiti insulino-sensibili, ovvero i tessuti capaci di rispondere all’insulina
  • interessa maggiormente le fibre muscolari di tipo I, molto più insulino-sensibili rispetto alle fibre muscolari di tipo 2.

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Sport e diabete. Come iniziare?

L’avvio della pratica di uno sport può apparire una impresa improba, spesso rischiamo di arrenderci a causa della mancanza di tempo e di risorse che potrebbero essere dedicate.

Per praticare movimento non è sempre necessaria l’iscrizione in palestra. Ogni giorno possiamo operare una riduzione della sedentarietà:

  • possiamo scendere o salire le scale
  • adoperare la macchina o i mezzi quanto meno possibile
  • prendere la bicicletta per spostarci
  • portare il cane a passeggio.

Le scarpe che indossiamo dovrebbero essere comode, se possibile prive di cuciture interne, con una ammortizzazione e dei plantari adeguati. Le calze non possono mancare, siano di spugna oppure di cotone, così da assicurare una protezione dagli sfregamenti e una giusta traspirazione.

Gli arti inferiori potrebbero essere colpiti dalla neuropatia diabetica, patologia che compromette la sensibilità, da parte dei piedi, rispetto a traumi di tipo meccanico o alle variazioni di temperatura. Il rischio è che si creino microlesioni, difficili da guarire nei casi di diabete mellito.

Per gestire la terapia e l’alimentazione, è fondamentale rivolgersi al diabetologo o al dietista.

2022-06-13T16:27:07+02:00 11 Giugno 2022|Categories: Salute|0 Commenti