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Pubblicato inGenitori

Il soffocamento: quello che c’è da sapere

Il soffocamento è un’emergenza medica che richiede un intervento tempestivo. Vediamo di cosa si tratta e come agire quando una persona sta soffocando.

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Il soffocamento rappresenta una minaccia improvvisa e potenzialmente fatale che può capitare a qualsiasi età e in diverse situazioni.

Si verifica, precisamente, quando un’ostruzione, spesso provocata da cibo o piccoli oggetti, blocca in parte o completamente le vie aeree, impedendo così il normale flusso dell’aria verso i polmoni. La rapidità e l’efficacia dell’intervento di primo soccorso sono cruciali per l’esito della situazione.

Vediamo quali sono i segnali per riconoscere un soffocamento e le modalità di intervento per gestire questo tipo di emergenza.

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Cosa s’intende per soffocamento?

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Il soffocamento è una condizione di emergenza in cui un’ostruzione delle vie aeree impedisce la respirazione normale. Questo può avvenire quando un oggetto si incastra nella gola o nel tratto respiratorio, bloccando il flusso d’aria verso i polmoni. 

Il soffocamento, soprattutto nei bambini, può essere causato da vari oggetti, come cibo, giocattoli, piccoli oggetti domestici o altri materiali che possono essere accidentalmente inspirati o ingoiati.

È possibile distinguere il soffocamento in:

  • parziale: se, appunto, l’ostruzione delle vie aeree è parziale. Ciò significa che l’aria può ancora fluire nei polmoni, ma con difficoltà. La persona potrebbe essere in grado di tossire in modo efficace, cosa che potrebbe aiutare a liberare le vie aeree. È importante non interferire se la persona sta tossendo vigorosamente, dal momento che questo può aiutare a risolvere la situazione
  • completo: in questo caso, le vie aeree sono completamente bloccate, il che impedisce ogni flusso d’aria nei polmoni. La persona non può parlare, tossire o respirare e richiede assistenza immediata. Può diventare bluastra a causa della mancanza di ossigeno e perdere conoscenza se l’ostruzione non viene rapidamente rimossa.

Quali sono i sintomi di un soffocamento?

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I sintomi e le conseguenze del soffocamento possono variare a seconda che l’ostruzione delle vie aeree sia parziale o completa. Un soffocamento parziale può provocare, ad esempio:

  • tosse forte: la tosse è un riflesso naturale per cercare di liberare le vie aeree, e una persona che tossisce vigorosamente può ancora avere abbastanza flusso d’aria per espellere un oggetto che causa l’ostruzione
  • suoni sibilanti o difficoltà a respirare: possono essere presenti affanno o fischi durante la respirazione a causa del parziale blocco delle vie aeree
  • tentativi difficoltosi di parlare o di emettere suoni.

In caso di soffocamento completo invece la persona può manifestare:

  • incapacità di parlare o emettere alcun suono
  • impossibilità di tossire o respirare
  • segni di panico: agitazione, afferrarsi la gola con le mani, gesti frenetici
  • cianosi: cambiamento del colore della pelle in bluastro, specialmente sulle labbra e nelle unghie, a causa della mancanza di ossigeno
  • perdita di coscienza, dovuta alla mancanza d’ossigeno.

La cianosi e la dispnea sono indicatori visivi dirimenti e richiedono una risposta immediata per prevenire conseguenze più gravi, come danni permanenti al cervello o la morte.

Soffocamento nei bambini

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Il soffocamento è purtroppo una delle principali cause di morte nei bambini di età inferiore a 3 anni, anche se la quota di incidenti rimane elevata fino ai 14. A segnalarlo il Ministero della Salute, che ha recentemente pubblicato le Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica.

I principali responsabili (60-80% dei casi) sono gli alimenti: carne, würstel, ossicini di pollo e lische di pesce, noccioline e semi. Come preparare quindi un pasto privo di rischi per i nostri bambini? Quali precauzioni prendere?

Innanzitutto è necessario sapere che il rischio di soffocamento nei bambini è molto più alto rispetto agli adulti perché alla base ci sono delle caratteristiche psico-fisiologiche: le loro vie aeree sono ancora in fase di sviluppo, hanno un diametro piccolo e conico. Manca poi ancora la coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi, la dentizione è incompleta, la frequenza respiratoria è elevata e hanno ancora la tendenza a svolgere più attività contemporaneamente.

Quali sono gli alimenti più pericolosi per i bambini?

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La pericolosità di un alimento va definita secondo tre parametri, partendo dalla dimensione: sia gli alimenti piccoli, come noccioline e semi, che quelli grandi (grossi pezzi di frutta e verdura) possono essere potenzialmente pericolosi in quanto i primi rischiano di finire nelle vie respiratorie prima che il bambino riesca a morderli, mentre i secondi sono più difficili da gestire durante la masticazione. Anche la forma influisce: i cibi tondi o cilindrici, come i würstel e le carote, sono quelli più pericolosi perché, se aspirate, possono bloccarsi nell’ipofaringe ostruendo completamente il passaggio dell’aria.

È importante, infine, fare attenzione alla consistenza: gli alimenti comprimibili come i würstel e marshmellows possono scivolare nelle vie aeree prima che il bambino riesca a morderli e adattarsi alla forma dell’ipofaringe, ostruendo quindi il passaggio dell’aria. Gli alimenti duri sono difficili da masticare per la fisiologica mancanza di denti del bambino, mentre gli alimenti fibrosi come il sedano e gli alimenti appiccicosi come il burro d’arachidi sono difficili da rimuovere se rimangono bloccati nelle vie aeree una volta aspirati.

Cosa minimizzare il rischio di soffocamento nei bambini?

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Le linee guida del Ministero sono fondamentali poiché esprimono con chiarezza i punti determinanti per evitare questo tipo di infortunio, tra i più pericolosi per l’esito letale o per i danni permanenti che può provocare, come la paralisi o il deficit intellettivo. Purtroppo, la responsabilità del soffocamento è soprattutto degli adulti che si prendono cura dei bambini, quindi i genitori, i nonni o gli educatori. Sono loro che preparano il cibo ai bambini e sono loro che devono assicurarsi che sia preparato in modo adeguato.

La masticazione non si impara in modo automatico con la sola presenza dei denti, sono gli adulti che devono insegnare al lattante a masticare fin dalle prime richieste di cibo “da grandi”. Questi comportamenti devono essere condivisi anche nella vita collettiva, coinvolgendo tutti coloro che entrano in contatto con il bambino. Bisogna proporre al bambino un’alimentazione sana, corretta ma anche gustosa! Non solo pappa, ma i cibi devono essere morbidi e schiacciati almeno fino ai 4 anni.

Innanzitutto, come già ricordato dalla pediatra, non bisogna limitare al bambino questi alimenti, ma è opportuno prepararli in modo tale da minimizzare il rischio di soffocamento intervenendo sui parametri che possono causarlo, ad esempio tagliando gli alimenti cilindrici a listarelle o cuocendo gli alimenti fino a farli diventare più morbidi. È importante invece evitare fino ai 4 anni la frutta a guscio, semi, caramelle e gomme da masticare.

Come deve comportarsi il bambino a tavola?

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È fondamentale poi che il bambino mangi a tavola, seduto con la schiena dritta. Non deve mangiare mentre gioca, se distratto dalla tv o da videogiochi, se corre o si trova in un veicolo in movimento. Cercare poi di creare un ambiente rilassato e tranquillo, evitando distrazioni. Non dare alimenti al bambino mentre sta piangendo o ridendo. Incoraggiarlo, senza sforzarlo, a fare piccoli bocconi e a masticare bene prima di deglutire. Da non dimenticare infine di dare al bambino solo gli alimenti più appropriati al suo livello di sviluppo.

Se un bambino cade o si ferisce, spesso dipende da lui, dalla sua imperizia. Per il soffocamento la responsabilità gravissima è totalmente degli adulti. Per aiutare i genitori ad affrontare questo delicatissimo tema organizzo due volte l’anno al Centro Medico Santagostino una serie di incontri con i genitori. 

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Cosa fare se una persona sta soffocando?

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Se una persona sta soffocando, è essenziale agire rapidamente per tentare di liberare le vie aeree. Alcune istruzioni generali su come intervenire in caso di soffocamento prevedono:

  • se la persona è in grado di parlare, tossire o respirare, incoraggiarla a continuare a tossire per cercare di espellere l’oggetto da sola. Non colpire la persona sulla schiena, perché questo potrebbe peggiorare la situazione
  • Se la persona non può parlare, tossire o respirare: iniziare ad applicare la manovra di Heimlich. Per farlo, posizionarsi dietro la persona, avvolgerla con le braccia intorno alla parte alta dell’addome, chiudere un pugno e afferrarlo con l’altra mano. Tirare verso l’interno e verso l’alto con forza e rapidità ripetutamente, in modo da esercitare una pressione che possa spingere l’oggetto verso l’alto e liberare le vie aeree
  • se la vittima perde conoscenza, posizionarla a terra delicatamente e iniziare la rianimazione cardio-polmonare, alternando compressioni toraciche e ventilazioni
  • chiamare i servizi di emergenza, come il 118
  • se la persona sviene, è fondamentale controllare la sua bocca e la gola per individuare eventuali ostacoli visibili che potrebbero ostruire il passaggio dell’aria, e rimuoverli con attenzione se presenti
  • continuare a fornire assistenza, con gli interventi di primo soccorso, fino all’arrivo del personale medico
  • agire con prudenza e, se possibile, cercare l’assistenza di un professionista medico.