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Pubblicato inSalute

Safenectomia

La safenectomia è un intervento di chirurgia vascolare con cui si asporta, totalmente o parzialmente, la vena safena.

safenectomia

La safenectomia è un intervento di chirurgia vascolare con cui si rimuove – totalmente o parzialmente – la vena safena, un lungo vaso sanguigno dell’arto inferiore, il cui malfunzionamento è spesso all’origine di problemi di insufficienza venosa e di vene varicose.

Come si svolge e quali sono i suoi benefici? Comporta dei rischi? Quali sono i tempi di ripresa dopo l’intervento? Risponde il dott. Roberto Maria Carlesi, chirurgo vascolare del Santagostino.

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Cosa vuol dire safenectomia?

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Con safenectomia (o stripping venoso) si intende l’asportazione totale o parziale della vena safena interna e/o esterna unitamente ai suoi collaterali varicosi. La safena, il vaso sanguigno più esteso del corpo umano, è una vena superficiale dell’arto inferiore che si compone di una safena interna e una esterna:

  • la safena interna decorre superficialmente, partendo davanti al malleolo mediale, lungo la faccia interna della gamba e della coscia per poi confluire a livello inguinale in una vena profonda, la femorale. Da qui il sangue venoso risale verso l’alto raggiungendo la parte destra del cuore che lo spinge nei polmoni per essere ossigenato, ritornare al cuore sinistro come sangue arterioso ed essere inviato attraverso l’aorta a tutto il corpo
  • la safena esterna nasce dietro il malleolo esterno, percorre la faccia posteriore della gamba confluendo a livello del ginocchio – in quello che prende il nome di cavo popliteo – nella vena poplitea, e da lì risale nella femorale e poi verso il cuore

Qual è lo scopo di una safenectomia?

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L’intervento di safenectomia viene eseguito quando la safena è varicosa, si presenta cioè come una vena dilatata, spesso tortuosa e poco funzionante a causa di una perdita di elasticità, che porta il sangue a risalire lentamente verso l’alto e a ristagnare a livello degli arti inferiori. Questo cattivo funzionamento si traduce, oltre che in un danno estetico, in una serie di disturbi quali:

  • sensazione di pesantezza
  • fastidio alla gamba
  • crampi notturni
  • gonfiore alla caviglia

L’operazione chirurgica viene eseguita proprio per risolvere questi sintomi e per ridurre i rischi derivanti dalla presenza delle varici, che includono anche complicanze severe come eczema, tromboflebiti, ulcere, rottura di vene, embolia polmonare.

Cosa succede quando si toglie la vena safena?

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L’intervento di safenectomia si svolge solitamente in day hospital, ha una durata di 40-50 minuti e può avvenire in anestesia loco-regionale, estesa cioè solo all’arto operato. Si effettua mediante una piccola incisione inguinale di 3-4 cm per isolare la safena interna. Una seconda incisione si esegue alla caviglia o al III° superiore di gamba. All’interno della safena viene poi introdotto un piccolo catetere di plastica che la percorre lungo tutta la sua lunghezza, alla sommità del catetere si monta una piccola ogiva e si asporta la safena sfilandola (stripping). 

La stessa procedura può essere ripetuta, tramite altre piccole incisioni, anche per le varici a carico dei rami collaterali della safena. Al termine dell’intervento, si suturano le incisioni che interessano la safena (non richiedono invece punti di sutura quelle sui rami secondari) e si pratica una fasciatura elastica

In alternativa alla safenectomia può essere eseguita la termoablazione quando le varici non sono troppo grosse, intervento che non richiede l’asportazione della safena ma la sua obliterazione.

Eliminata (o obliterata) la safena, il sangue venoso risalirà verso l’alto attraverso le restanti vene superficiali e profonde che sopperiscono in modo completo all’assenza della safena. Non vi sono rischi di effetti collaterali anche quando vengono prelevati dalla safena interna innesti vascolari da utilizzare in un bypass aorto-coronarico.

Cosa succede dopo una safenectomia?

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Bisogna tenere presente che la malattia varicosa è un disturbo evolutivo e negli anni sarà quindi possibile la comparsa di nuove varici. Per questo, dopo l’intervento sarà necessario attuare una prevenzione con una leggera calza elastica, con l’assunzione periodica di farmaci che migliorano il tono venoso e con uno stile di vita corretto mirato ad evitare soprattutto la sedentarietà.

Quali complicanze possono esserci durante e dopo l’intervento?

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La safenectomia, come ogni altro intervento chirurgico, non è priva di effetti collaterali. Nella maggioranza dei casi, si tratta tuttavia di eventi moderati, come la formazione di ematomi lungo il decorso della vena asportata, destinata a risolversi in pochi giorni, o una cicatrizzazione non ottimale dal punto di vista estetico.

Sono rare le lesioni dei nervi sensitivi dell’arto con conseguenti alterazioni della sensibilità soprattutto a livello del III° inferiore della gamba e del malleolo, che ad ogni modo tendono a regredire in alcuni mesi. Rarissime sono anche le infezioni delle ferite chirurgiche.

In meno di un caso ogni 3.000 interventi si verificano trombosi delle vene profonde e in meno di un caso ogni 100.000 interventi casi di embolia polmonare. 

Come si svolge la convalescenza dopo l’intervento? Quando è possibile camminare?

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Il bendaggio elastico applicato dopo l’intervento dovrà essere mantenuto per circa una settimana. Non sarà invece necessario praticare medicazioni delle ferite chirurgiche e l’alimentazione sarà da subito normale.

I pazienti potranno alzarsi dal letto e camminare dopo 2-3 ore dall’intervento, alla risoluzione completa dell’anestesia, e dopo il controllo medico potranno tornare a casa senza la necessità di usare stampelle. Il consiglio è di osservare un relativo riposo per circa 7 giorni, con la possibilità di uscire, ma astenendosi dalla guida per alcuni giorni.

In genere non è necessario assumere farmaci per controllare il dolore. In alcuni pazienti sarà necessario invece praticare una profilassi trombo-embolica per circa 7 giorni dopo l’intervento mediante una puntura sottocutanea al giorno.

A distanza di 7 giorni dall’operazione si terrà un nuovo controllo medico, mentre la ripresa del lavoro potrà avvenire dopo 10-15 giorni.  

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Quanto costa una safenectomia?

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Un intervento di safenectomia, comprensivo dei necessari esami ematici preoperatori, della visita chirurgica e anestesiologica preoperatoria, della sala operatoria, delle parcelle mediche e infermieristiche e del controllo medico postoperatorio, costa generalmente qualche migliaio di euro.