Un pizzico di sale (iodato) per aiutare la tiroide

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Un pizzico di sale (iodato) per aiutare la tiroide

6 milioni di persone, in Italia, si ammalano di gozzo, legato alla carenza di iodio. Per prevenire questo tipo di disturbi la soluzione migliore è quella di introdurre il sale iodato che si trova nei supermercati

In Italia si ammalano di gozzo, malattia legata alla carenza di iodio, circa 6 milioni di persone, più del 10 per cento della popolazione. Nella popolazione giovanile, il gozzo interessa almeno il 20 per cento dei minori. I dati, divulgati in occasione della Settimana mondiale della tiroide dall’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù, confermano che nel nostro Paese esiste un problema di carenza di iodio nella dieta: «L’Italia resta un paese a moderata carenza iodica», conferma Elisa Verrua, endocrinologa del Centro Medico Santagostino. «Nonostante le forme cliniche più gravi da carenza iodica siano oggigiorno quasi scomparse, sono invece ancora frequenti i casi di problemi neurologici minori. Secondo le stime più recenti, un neonato su 3 mila è affetto da una patologia tiroidea dovuta alla carenza di iodio e le donne sono più a rischio di sviluppare problemi tiroidei».

Come aumentare la presenza di iodio nella nostra dieta? «Alcuni alimenti, quali ad esempio i crostacei, il pesce, le uova ed il latte sono ricchi di iodio», spiega Verrua, «ma il contenuto è talmente variabile che studi specifici hanno dimostrato come la dieta abituale della popolazione italiana sia di fatto insufficiente a garantire il fabbisogno raccomandato. Infatti, il quantitativo di iodio presente negli alimenti di origine animale dipende dallo iodio assunto dagli animali attraverso l’alimentazione, rendendolo quindi estremamente mutevole. Il modo migliore è quello di utilizzare, nell’ambito di una dieta sana e variata, il sale arricchito di iodio al posto del sale comune, che si trova in tutti i supermercati».

In Italia da circa un ventennio è in atto una campagna di iodoprofilassi, ma solo nel 2005 è stata approvata una legge che prevede la vendita obbligatoria di sale iodato negli scaffali del supermercato.

«Il motto infatti è: poco sale, ma iodato!», aggiunge Verrua. «In aggiunta, data l’estrema volatilità dello iodio, è importante utilizzare il sale iodato “a crudo”, dal momento che il calore lo distruggerebbe (ad es. sale utilizzato nell’acqua di cottura della pasta) e cercare di non abusare di alcuni alimenti che ne compromettono l’assorbimento, quali i cavoli (le cosiddette sostanze “gozzigene”)”. Il contenuto di iodio presente nel sale integrale è anch’esso trascurabile».

Andare al mare a respirare lo iodio, invece, non serve: «Nell’aria di mare», spiega Verrua, «lo iodio è presente in una forma chimica che ne impedisce del tutto o quasi l’assorbimento: l’unica via realmente utile per l’assorbimento è quella gastro-intestinale.

2021-07-12T17:12:25+02:00 5 Giugno 2015|Categories: Benessere|0 Commenti