Tiroide: sotto controllo ma non abbastanza

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Tiroide: sotto controllo ma non abbastanza

Nella settimana della tiroide un sondaggio tra i pazienti del Santagostino fa emergere un’ancora scarsa conoscenza di questa ghiandola fondamentale, soprattutto per quanto riguarda il ruolo che riveste in gravidanza. I dati del questionario e i consigli dell’endocrinologa.

Siamo nella Settimana della Tiroide, l’iniziativa promossa da AIT – Associazione italiana della Tiroide con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e la comunità scientifica sui problemi legati alla tiroide. Ma quanto ne sappiamo sull’argomento? Noi del Centro Medico Santagostino l’abbiamo chiesto ai nostri pazienti con un questionario, a cui hanno risposto più di 240 persone, soprattutto donne (92%) tra i 33 e i 56 anni.

Più della metà del campione conosce la funzione della tiroide (una ghiandola che, attraverso la secrezione degli ormoni tiroidei, regola numerosi funzioni processi del nostro organismo), mentre il 37,1% lo sa solo a grandi linee. Gran parte della conoscenza, tuttavia, deriva dal fatto che molte di loro hanno precedenti in famiglia. Le malattie tiroidee interessano infatti circa 6 milioni di italiani e, nella maggior parte dei casi, colpiscono le donne in età fertile. Oltre metà del campione dichiara che qualcuno nella sua famiglia soffre di tiroide.

Molto alta è la percentuale di coloro che hanno pensato di sottoporsi ad un controllo (86%). La familiarità è il motivo principale per il 37% dei partecipanti e a questo segue la volontà di farsi un check-up generale (23,3%), il consiglio da parte di uno specialista (21,9%) o problemi nel controllo del peso (15,8%). Solo una piccolissima parte decide di controllare la tiroide per problematiche legate al ciclo mestruale (1,5%) o nell’ambito di uno screening pre-concezionale (1%).

«Questi risultati fanno emergere una scarsa conoscenza dei problemi legati alla tiroide soprattutto tra chi non ha problemi in famiglia» spiega la dottoressa Benedetta Zampetti, endocrinologa del Centro Medico Santagostino. «Mi riferisco soprattutto al legame tra tiroide e gravidanza, molto meno conosciuto rispetto connubio peso-tiroide. I problemi si manifestano infatti quando la ghiandola tiroidea è costretta a un “super-lavoro”, come succede appunto nei primi mesi della gravidanza. Il corretto funzionamento della tiroide è quindi un prerequisito fondamentale per il concepimento e la gravidanza medesima: gli ormoni tiroidei della mamma vengono utilizzati anche per il feto (che ancora non possiede una tiroide funzionante) e ne garantiscono il corretto sviluppo, sia neurologico che somatico».

Il 59,1% del campione ha fatto almeno un’ecografia alla tiroide: a seguito di altri esami o visite specialistiche (41%), a causa di familiarità per malattie tiroidee  (30%), a causa di un aumento delle dimensioni del collo (16%) e solo una piccola parte  per un check-up generale (9%) o per problemi a deglutire o a respirare (5%).

La metà dei partecipanti fa controlli regolari, soprattutto a seguito di problemi di funzionalità tiroidea (55,6%) o di noduli (38,2%).

«I motivi dell’esecuzione di uno screening periodico tiroideo risultano giustificati nella maggioranza dei casi da pre-esistenti patologie tiroidee. Un esame del sangue, una visita dall’endocrinologo e, se necessario, un’ecografia al collo sono tuttavia step necessari anche in caso di familiarità, gravidanza e/o di sintomi locali, quali ingrossamento del collo o alterazione della voce».

Sale iodato, un alleato prezioso nella prevenzione delle malattie tiroidee

Sotto il consiglio del medico curante, solo il 55,3% del campione ha introdotto il sale iodato nella propria alimentazione. Lo iodio è il primo alleato nella prevenzione delle malattie tiroidee, ma la dieta abituale della popolazione italiana è di fatto insufficiente a garantire il fabbisogno raccomandato. Il modo migliore è quello di utilizzare, nell’ambito di una dieta sana e variata, il sale arricchito di iodio al posto del sale comune, che si trova in tutti i supermercati.

“Il sale iodato, se usato in quantità moderate, rappresenta un prezioso alleato nell’ambito della prevenzione di malattie da carenza iodica, importante soprattutto per i bambini e, come abbiamo visto, per le donne in gravidanza”.

5 consigli per una tiroide in salute

Come mantenere la tiroide in salute? Ecco i 5 consigli della nostra endocrinologa:

  • Poco sale, ma iodato!
  • Non abusare di alcuni alimenti che compromettono l’assorbimento dello iodio come i cavoli, rape, rucola, ravanello, rafano, soia, spinaci, miglio, tapioca e lattuga.
  • Controlli regolari in caso di familiarità e, soprattutto, in gravidanza.
  • Attenzione al collo: aumento delle dimensione, difficoltà a respirare o a deglutire, abbassamento della voce o alterazioni della stessa sono tutti campanelli d’allarme da non sottovalutare.
  • Equilibrio: un’alimentazione bilanciata e l’attività fisica regolare contribuiscono al benessere generale e alla salute della tiroide.

Al Santagostino visita endocrinologica a 65 euro. E inoltre visita endocrinologica in gravidanza, ecografia tiroide, esami del sangue specifici.
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2020-06-29T17:26:26+02:00 23 Maggio 2017|Categories: Star bene|1 Commento

Un commento

  1. CATIA 25 Maggio 2017 al 23:10

    Su questo discorso sono assolutamente d’accordo se c’è una familiarità come nel mio caso io credo che prevenire sia meglio che curare e i controlli periodici sono da fare.come quali.che.già si effettuano per il.senologo è il.ginecologo.
    Ritengo utili dei pacchetti prevenzione suddivisi per età e patologia.
    Cordiali Saluti.

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