Rinoplastica: cosa c’è da sapere prima di farla

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Rinoplastica: cosa c’è da sapere prima di farla

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Lungi dall’essere una operazione chirurgica da effettuare per ragioni esclusivamente, e legittimamente, estetiche, la rinoplastica viene adottata anche per ottenere obiettivi di ordine funzionale.

La rinoplastica, chiamata anche chirurgia di rimodellamento del naso, permette di intervenire su tutte le principali componenti del naso: dorso, punta e cartilagini alari, rendendo possibile intervenire sulla loro morfologia per ragioni di ordine funzionale ed estetico.

È tuttavia necessario che il paziente, o la paziente, siano a conoscenza di alcuni aspetti di quello che è a tutti gli effetti un intervento chirurgico, che si svolge in anestesia generale.

Il dott. Luca C. Rovati, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, risponde ad alcune domande sulle modalità, i rischi e in tempi connessi ad un intervento di rinoplastica.

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In cosa consiste una rinoplastica?

Lo scopo della Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica è quello di correggere difetti o dismorfie di varia natura. Chi si aspetta trasformazioni miracolose è destinato ad inevitabili delusioni.

La rinoplastica è un intervento chirurgico che consente la correzione del profilo e della morfologia del naso. È indicata, oltre che per finalità estetiche, nella correzione di deformità congenite o acquisite, negli esiti di trauma e nel trattamento di alcuni problemi respiratori.

I numeri della rinoplastica in Italia

Secondo i numeri dell’AICPE (Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica), che si basano sulle statistiche dell’ISAPS (International Society of Aesthetic Plastic Surgery) in Italia sono state effettuate nel 2020 poco meno di 831.000 procedure estetiche.

Tra queste, la rinoplastica risulta essere al quarto posto. Nelle prime tre posizioni si trovano: la mastoplastica additiva, la blefaroplastica e al terzo posto la liposuzione.

Come avviene una operazione di rinoplastica?

La rinoplastica avviene secondo due principali modalità di esecuzione:

  • con tecnica chiusa (o rinoplastica chiusa): le incisioni sono praticate all’interno delle narici e quindi non ci sono cicatrici visibili all’esterno
  • con tecnica aperta (o rinoplastica aperta): viene praticata anche un’incisione sulla columella, il tessuto che separa le due narici.

Come cambia il naso dopo la rinoplastica?

Si ottiene un miglioramento mediante la riduzione e il rimodellamento dello scheletro osteo-cartilagineo. Il grado di miglioramento varia da individuo a individuo ed è influenzato dalla qualità della cute e dalla forma e dimensioni dello scheletro sottostante. È possibile:

  • ridurre o aumentare il volume della piramide nasale
  • cambiare la forma della punta o del dorso
  • restringere le narici
  • variare le dimensioni antero-posteriori
  • cambiare l’angolo tra il naso e il labbro superiore e tra il naso e la fronte.

Il naso deve essere visto globalmente inserito nell’insieme del volto e armoniosamente integrato rispetto alle sue proporzioni. L’obiettivo dell’intervento è la correzione dei difetti, cercando di ottenere un risultato “naturale”.

Non è consigliabile, ad esempio, riprodurre la forma del naso secondo un modello predefinito non personalizzato. Nel corso dello stesso intervento può essere compiuta anche la correzione del setto nasale e dei turbinati, chiamata rinosettoplastica, per correggere eventuali problematiche respiratorie.

Quali sono i rischi della rinoplastica?

La rinoplastica, come ogni altro intervento chirurgico comporta rischi e incertezze, oltre che un certo tasso di complicanze. Essa può dare luogo a complicazioni sia anestesiologiche – problematiche che andranno discusse durante il colloquio con il Medico Anestesista – sia a rischi che si possono definire generici, comuni a tutti gli interventi. Non vanno inoltre dimenticate anche le possibili complicazioni specifiche.

Tra le possibili complicanze a carattere generale, non legate solo a questa procedura ma comuni e possibili in ogni intervento chirurgico, sono da ricordare:

In ogni caso, ogni precauzione è adottata per prevenire tali eventi e per trattarli adeguatamente, nel caso dovessero verificarsi.

Tra le possibili complicanze a carattere specifico sono riportate un modesto sanguinamento o emorragia, reazioni allergiche ai cerotti, disturbi della respirazione, frequente nelle prime settimane, perforazioni del setto nasale e irregolarità del profilo.

L’edema può perdurare per mesi e il risultato definitivo e stabile si avrà solo dopo 6 – 12 mesi. Qualora tali irregolarità siano evidenti clinicamente, o alla presenza di più importanti deformità del profilo o asimmetrie di forma, sono possibili interventi correttivi secondari, la cui frequenza è stimabile in circa il 15-25%. 

Quanto tempo ci vuole per guarire da una rinoplastica?

Dopo un intervento di rinoplastica è opportuno, per un mese, non soffiarsi il naso, la detersione va eseguita mediante un cotton fioc imbevuto di acqua ossigenata e applicando più volte al giorno pomate, gel e spray, eventualmente prescritti. Evitare, nelle prime settimane, ogni possibile occasione di traumi diretti alla piramide nasale così pure l’esposizione diretta al sole o al calore intenso. Per esempio, sauna, lampada UVA.

Nel caso si preveda un’esposizione solare diretta nei mesi a seguire l’intervento, è assolutamente raccomandata una protezione solare elevata, 50+. È possibile praticare una doccia di pulizia con acqua non eccessivamente calda già dopo 2 giorni. I capelli possono essere lavati dopo una settimana, evitando di bagnare la medicazione.

L’attività lavorativa può essere ripresa anche precocemente, secondo la tipologia di lavoro e delle necessità di socializzazione. Nella maggior parte dei casi è comunque consigliata una settimana di riposo.

Per circa 2 settimane dovrà essere evitata l’attività sportiva al fine di evitare gli sbalzi di pressione con il conseguente rischio di sanguinamento o formazione di ematomi. 

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Quando cadono i punti della rinoplastica?

Di norma i punti interni sono riassorbibili, non devo essere rimossi mentre i punti esterni, quando presenti, vengono rimossi cinque, sette giorni dopo l’intervento.

L’unica scelta alternativa a un intervento di rinoplastica morfologica consiste nell’uso di filler che determina modificazioni lievi e transitorie del profilo.

2022-06-28T16:20:01+02:00 28 Giugno 2022|Categories: Salute|0 Commenti