Placche in gola: come riconoscerle e rimedi

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Placche in gola: come riconoscerle e rimedi


Le placche in gola sono un disturbo scatenato perlopiù da processi infettivi. Determinare la natura dell'infezione che le ha causate è fondamentale per impostare una corretta terapia.

Le placche alla gola sono un fastidioso disturbo con cui spesso capita di fare i conti, specialmente da bambini. A soffrirne maggiormente sono infatti i giovanissimi, ma anche gli adulti possono esserne colpiti, in particolare coloro che hanno un sistema immunitario debilitato.

Come si riconoscono? A cosa sono dovute e qual è il modo migliore per gestirle? Facciamo chiarezza con il dott. Francesco Capuano, otorinolaringoiatra del Santagostino.

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Cosa sono le placche alla gola? A cosa sono dovute?

Quando si parla di placche alla gola si intende la comparsa di una membrana di colore variabile dal bianco al grigio fino al giallastro che ricopre le tonsille, il palato molle, l’ugola e la porzione posteriore del cavo orale.

La presenza delle placche è sempre da correlare ad una faringotonsillite, vale a dire un’infezione della faringe e delle tonsille, che può avere origine virale, batterica o fungina.

Lo stress, invece, non può essere considerato una diretta causa delle placche alla gola. Può tuttalpiù influire in modo collaterale alla loro manifestazione: sebbene non esistano corpose evidenze scientifiche in merito, è infatti risaputo che alti livelli di stress riducono le difese immunitarie del nostro organismo. Pertanto una faringotonsillite con placche può presentarsi più frequentemente durante un periodo di forte stress.

Raramente e solo se presenti in soltanto una delle sottosedi del cavo orale, le placche in gola possono nascondere una patologia neoplastica maligna.

Possono comparire anche senza febbre?

Le vere placche alla gola compaiono sempre con febbre, sia che siano dovute ad una infezione batterica sia che le provochi una infezione virale. Nel caso delle infezioni fungine la febbre può non essere presente, ma queste infezioni da funghi diffuse al cavo orale si manifestano più frequentemente nei soggetti immunodepressi.

Nel caso di una placca singola, magari situata solo su una tonsilla, che non si accompagna a febbre e persiste per lungo tempo, deve nascere il dubbio di una neoplasia maligna.

Le placche in gola sono contagiose?

Non sono le placche ad essere contagiose, ma le condizioni che le producono, ossia infezioni batteriche e virali. Venire in contatto con soggetti con placche in gola provocate da una malattia infettiva può dunque rappresentare un rischio di contagio.

Come si fa a capire se si hanno le placche?

Generalmente le placche si associano a una serie di sintomi come:

Ad ogni modo, per accertarsi della comparsa di placche alla gola bisogna sottoporsi a una visita dal proprio medico di base, pediatra o otorinolaringoiatra, che non solo valuterà la presenza o meno delle placche attraverso un esame obiettivo ma porrà diagnosi di sospetto di infezione o patologia con un corretto iter diagnostico e terapeutico.

Come capire se le placche sono batteriche o virali?

L’esecuzione di alcuni esami diagnostici può identificare l’agente patogeno che causa la presenza delle placche e definire la natura del processo infettivo. Gli accertamenti che permettono di scoprire l’origine del disturbo sono in particolare:

Quanto durano le placche alla gola?

La permanenza delle placche alla gola dipende dalla loro causa:

  • in caso di infezione batterica o virale, se adeguatamente trattate, le placche scompaiono con i sintomi correlati nel giro di qualche giorno;
  • in presenza di un’infezione fungina, il tempo di guarigione può estendersi ad alcune settimane, sempre a seguito di una terapia adeguata;
  • qualora la causa del disturbo sia invece un tumore maligno, le placche non scompaiono dopo la terapia e, anzi, con il tempo possono anche peggiorare. Occorrerà intervenire in questo caso con un piano terapeutico specifico.

Cosa fare quando si hanno le placche in gola?

La cura delle placche alla gola dipende dalla loro causa. Per questo è fondamentale sempre affidarsi ad un medico specialista prima di intraprendere terapie fai-da-te. A seconda della natura dell’infezione, sarà consigliata una terapia antibiotica, cortisonica-antinfiammatoria oppure antifungina:

  • nei casi in cui l’origine del disturbo sia di tipo batterico, la terapia sarà antibiotica e prevederà cioè l’assunzione di farmaci antibiotici insieme a rimedi per curare la sintomatologia connessa e un periodo di riposo;
  • qualora le placche abbiano una causa virale, la terapia prevederà un periodo di riposo per guarire spontaneamente dall’infezione e delle cure per trattare i sintomi che si associano al disturbo (paracetamolo contro la febbre, antinfiammatori per il dolore alla gola e così via);
  • nel caso in cui l’infezione sia di tipo fungino, la terapia sarà a base di farmaci antimicotici, riposo e rimedi sintomatici.

Un discorso a parte riguarda le placche in gola derivanti dalla presenza di un cancro alla gola. In queste circostanze, l’iter terapeutico può prevedere dei cicli di radioterapia associata a chemioterapia, oppure l’asportazione chirurgica della massa tumorale abbinata a radioterapia adiuvante o chemioterapia adiuvante oppure a entrambi i trattamenti.

Il primo passo per ottenere una corretta risoluzione del disturbo è sempre quello di una visita medica. 

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Cosa non mangiare con le placche alla gola? 

Visto che la presenza delle placche alla gola sottende sempre una problematica infettiva-infiammatoria, fare una selezione degli alimenti da consumare può aiutare a gestire meglio il fastidio connesso al disturbo.

Bisogna evitare di mangiare cibi caldi, piccanti, duri da masticare o acidi/aspri e gli alcolici, ovvero tutti quegli alimenti e quelle bevande che potrebbero peggiorare la sensazione di bruciore e indolenzimento che si manifesta in questi casi.

2022-11-15T14:54:34+01:00 15 Novembre 2022|Categories: Salute|0 Commenti