Le macchie sui denti: cause e rimedi

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Le macchie sui denti: cause e rimedi

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Le macchie sui denti sono un fastidioso inestetismo che tuttavia può essere risolto con il supporto di un igienista dentale. Vediamo allora quali sono le cause e come si può intervenire per eliminarle.

Le macchie dentali possono alterare il colore naturale dei denti, e devono essere trattate professionalmente.

La dottoressa Chiara Ruggirello, igienista dentale del Santagostino, spiega quali sono i fattori responsabili delle macchie e come è possibile ripristinare un sorriso più naturale.

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Cosa sono esattamente le macchie sui denti?

Le macchie, o più precisamente pigmentazioni, sono delle discromie o alterazioni di colore che si presentano sui denti. Rappresentano uno dei problemi che ostacolano l’armonia del nostro sorriso.

Molte persone, infatti, soffrono spesso la presenza di macchie sui loro denti, classificandole come un importante nemico dal punto di vista estetico in quanto potrebbero creare sensazioni di ansia e imbarazzo nelle interazioni sociali.

Come si manifestano queste macchie?

Esistono diversi tipi di macchie che si manifestano in modi differenti. Possono essere superficiali o trovarsi negli strati più profondi dei denti. È importante conoscere la causa e l’origine delle macchie così da poter intervenire nel modo corretto e con i corretti presidi.

Esistono due tipologie fondamentali di macchie:

  • le macchie estrinseche che si presentano sulla superficie esterna dello smalto del dente
  • le macchie intrinseche che si trovano negli strati più profondi di smalto o dentina.

Le prime originano da fonti esterne, ovvero da sostanze che vanno a macchiare la superficie del dente. Le seconde derivano da fonti interne al dente, e sono legate a difetti nello sviluppo o nella crescita del dente.

Le macchie estrinseche

Le macchie estrinseche sono attribuibili alla presenza di alimenti e bevande come liquirizia, tè, tisane, salsa di soia, caffè, vino rosso, frutti rossi, cioccolata. Si manifestano colorando la superficie dentale di giallo, verde, marrone, o nero.

Questo tipo di macchie è solitamente anche associato alla presenza di placca e tartaro, che rendono la superficie del dente ruvida e permettono alle sostanze pigmentanti di aderire più facilmente sullo smalto, macchiandolo.

Le pigmentazioni da tabacco

Un altro tipo di macchie molto frequenti interessa i fumatori. Stiamo parlando delle cosiddette pigmentazioni da tabacco. Il catrame e le scorie prodotte dalla combustione del tabacco determinano pigmentazioni di colore da marrone chiaro a nero su tutte le superfici dei denti, specie su quelle interne.

Possiamo riscontrare, più raramente, anche macchie di colore arancione o rosso sempre dovute a batteri cromogeni.

Le macchie intrinseche

Le macchie intrinseche sono quelle incorporate nella struttura del dente e si possono distinguere, in base al periodo dello sviluppo del dente, in pre-eruttive e post-eruttive.

Le pre-eruttive sono presenti già dalla formazione del dente, mentre le seconde si manifestano aeruzione completata. Lo sviluppo difettoso del dente può essere legato ad anomalie genetiche o ambientali.

Le macchie intrinseche post-eruttive

Queste macchie, invece, possono essere dovute a più condizioni, come traumi a carico del dente, fratture dello smalto, residui di materiali usati in precedenza per impianti o protesi.

Queste macchie possono essere causate anche dall’invecchiamento, che determina l’assottigliamento o erosione dello strato di smalto: la dentina sottostante risulta esposta, e presenta una colorazione più scura.

A cosa sono dovute le macchie sui denti?

Per quanto riguarda le macchie estrinseche e le pigmentazioni da tabacco, come si indicava, le pratiche di igiene orale hanno un ruolo importante nella comparsa delle pigmentazioni che sono, infatti, più evidenti quando abbiamo una scarsa igiene orale.

Se la superficie del dente è liscia, le macchie si attaccano meno. Oltre a cibi e bevande esistono anche altre sostanze in grado di macchiare i denti come funghi, batteri cromogeni, sostanze metalliche, alcuni farmaci e gel o collutori a base di clorexidina.

Un esempio rilevante è rappresentato dalle black stains, macchie nere che si manifestano come una linea che segue tutto il margine gengivale, solitamente sulla superficie interna dei nostri denti. Sono dovute all’azione dei batteri cromogeni, che generano composti colorati, associata a disturbi del metabolismo del ferro e si trovano frequentemente anche in bocche pulite.

Cause delle macchie pre-eruttive

Tra i disturbi pre-eruttivi a carico del dente che possono dare origine a macchie intrinseche troviamo l’amelogenesi imperfetta, in cui lo smalto è parzialmente o totalmente mancante a causa di un disturbo nel suo sviluppo, dando ai denti una colorazione giallo-marrone o grigio-marrone. Nei casi di dentinogenesi imperfetta, invece, è la dentina la protagonista dell’anomalia, conferendo al dente delle macchie che variano dal grigio al marrone-bluastro e un aspetto traslucido e opalescente.

Altre macchie intrinseche possono essere dovute a ipoplasie dello smalto o fluorosi, condizione dovuta ad un eccessivo apporto di fluoro al dente e caratterizzata da macchie bianche o marroncine. Talvolta, anche l’utilizzo di alcuni farmaci può portare alla formazione intrinseca di macchie permanenti.

Un esempio rilevante è rappresentato dalle tetracicline, antibiotici in grado di variare il colore del dente dal verde chiaro al grigio-marrone se assunti nel periodo prenatale, durante la prima infanzia o anche durante la gravidanza da parte della madre.

Come si tolgono le macchie sui denti?

La rimozione delle macchie avviene in modo diverso a seconda della tipologia. Le macchie estrinseche verranno rimosse in maniera diversa rispetto a quelle intrinseche. È importante, quindi, saper riconoscere la tipologia di macchia per poter effettuare la terapia risolutiva corretta.

Le macchie estrinseche vengono rimosse durante laseduta di igiene orale professionale da parte dell’igienista dentale, tramite una procedura chiamata lucidatura o polishing, in quanto, come detto in precedenza, si trovano sulla superficie esterna del dente. La tecnica di lucidatura può essere effettuata in modi differenti.

Può contemplare l’utilizzo di spazzolini o coppette di gomma con delle paste lucidanti che vengono distribuite sulla superficie del dente. Oppure l’utilizzo di un manipolo da cui fuoriesce aria compressa miscelata con acqua e diverse polveri.

In entrambi i casi il principio è lo stesso: i microgranuli contenuti nella pasta lucidante o nella polvere, a contatto con la superficie del dente, con un principio di attrito eliminano le macchie.

In commercio esistono dentifrici sbiancanti, whitening, che contengono sostanze potenzialmente abrasive e agenti antimacchia, che possono essere utilizzati per disincentivare o allungare i tempi di formazione delle macchie.

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Come eliminare le macchie intrinseche

Questo tipo di macchie, invece, non può essere rimosso con la lucidatura durante la seduta di igiene orale. Questo perché si trovano nella struttura interna del dente.

Esse possono essere dunque nascoste o migliorate con la procedura di sbiancamento dentale oppure, per una risoluzione definitiva, si ricorre a interventi protesici o conservativi di natura estetica.

L’importanza dell’igienista dentale

In presenza di macchie sui denti è essenziale, dunque, evitare i metodi fai da te e affidarsi al nostro igienista dentale di fiducia. Questo professionista sarà in grado di stabilire con precisione la causa e l’origine delle macchie sui nostri denti e determinare quale sarà la conseguente tecnica di rimozione corretta. Al fine di donarci un sorriso bello e sano.

2022-11-22T11:32:37+01:00 22 Novembre 2022|Categories: Salute|0 Commenti