Emorroidi – Tutto quello che c’è da sapere

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Emorroidi – Tutto quello che c’è da sapere

Il dott. Pasquale Ventura, chirurgo gastroenterologo del Centro Medico Santagostino, ci spiega cosa sono le emorroidi in una serie di video, dal come diagnosticarle e quali sono i sintomi più frequenti, fino alle diverse metodologie applicabili per curarle.

Cosa sono le emorroidi

Le emorroidi sono dei cuscinetti di tessuto vascolare, in prevalenza tessuto venoso, che ha la funzione di scarico per la circolazione dell’ultimo tratto del retto e del canale anale. Il termine emorroidi di per sé non indica una patologia quanto piuttosto una condizione anatomica e una sede. Quello che è patologico è la complicanza relativa alle emorroidi stesse.

Tipologie di emorroidi

Una prima grossolana classificazione divide le emorroidi in interne ed esterne. Prendendo come confine tra le due una linea anatomica detta “linea pettinata”, chiameremo emorroidi interne quelle al di sopra di questa linea ed emorroidi esterne quelle dilatazioni al di sotto di questa linea.

I gradi della malattia emorroidaria

Se vogliamo classificare le emorroidi in modo più clinico, utile anche per indicare al meglio il trattamento da effettuare, si deve fare riferimento a un altro tipi di classificazione, che divide le emorroidi in quattro stadi:

  • 1° stadio: emorroidi al di sopra della linea pettinata che danno problematiche di sanguinamento e dolore;
  • 2° stadio: emorroidi al di sotto della linea pettinata che fuoriescono a livello del canale anale e che ritornano spontaneamente nella loro sede quando avviene il meccanismo della defecazione e dell’esercizio del torchio addominale (cioè a un aumento della pressione);
  • 3° stadio: emorroidi che fuoriescono all’esterno del canale anale ma che non tornano spontaneamente, necessitano di una manovra di riduzione manuale per farle ritornare al loro posto;
  • 4° stadio: emorroidi all’esterno del canale anale, ma che neanche la manovra di riduzione può riportare nella loro sede naturale.

Quali sono le cause?

Tra le cause della malattia emorroidaria sicuramente possiamo mettere al primo posto una dieta errata, nel senso che diete povere di scorie, povere di un apporto necessario di liquidi, provocano un’alterazione della formazione delle feci con la conseguente necessità di esercitare un’azione di aumento della pressione endoaddominale favorendo la formazione delle emorroidi. Tutte le cause di stitichezza sono naturalmente un’altra forma di predisposizione allo sviluppo della malattia emorroidaria. Un’altra condizione che predispone, assolutamente fisiologica, è la gravidanza. Ci sono poi delle condizioni determinate da alcuni farmaci, che possono provocare la comparsa di emorroidi, come anche delle patologie come l’ipertensione portale, cioè una complicanza legata alla cirrosi epatica, oppure alcune forme tumorali della zona pelvica.

Quali sono i sintomi e le possibili complicanze?

I sintomi più frequenti sono:

  • sanguinamento, per lo più di colore rosso vivo, che si presenta prevalentemente alla fine della defecazione;
  • comparsa di muco nelle feci;
  • prurito;
  • comparsa di una tumefazione associata a un dolore anche violento, conseguenza di un fenomeno trombotico (trombosi emorroidaria).

Come si effettua la diagnosi?

I sintomi elencati non sono sufficienti per porre una diagnosi di emorroidi, devono essere associati a una visita proctologica. A effettuarla c’è un proctologo o un chirurgo con esperienza specifica in questo campo, con l’ausilio di alcuni strumenti. Ci sono gli anoscopi, piccoli cilindretti di plastica della lunghezza di 3-4 cm e che permettono una visione diretta delle emorroidi. Sono utilizzati in associazione, talora e sempre su indicazione dello specialista, all’esecuzione di una rettosigmoidoscopia, con un endoscopio rigiro o a una pancolonscopia con un fibroscopio flessibile.

Come si possono curare le emorroidi?

Trattamento medico

Soprattutto per le emorroidi ai primi stadi è indicato un trattamento medico. Cardine del trattamento medico è il trattamento con pomate che possono essere:

  • anestetiche per togliere chiaramente il dolore
  • cortisoniche con funzione antinfiammatoria
  • di origine vegetale con funzione di vasocostrizione e lenitive.

Trattamento ambulatoriale

C’è un ponte tra la terapia medica e quella chirurgica in senso stretto: il trattamento ambulatoriale. In ambulatorio è possibile attuare due tipi di trattamenti:

  • legatura della dilatazione emorroidaria
  • sclerosi del gavocciolo emorroidario

Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico si basa su tre principi differenti e progressivi:

  • Il trattamento chirurgico tradizionale
  • Il trattamento di Longo,
  • Meccanismo THD (Transanal Hemorroidal Dearterialization)

Come in tutte le patologie e trattamenti chirurgici, non basta sapere quando si deve operare ma è molto più importante sapere quando non si deve operare; bisogna essere padroni delle indicazioni e adattarle di volta in volta al paziente.

2021-04-27T17:57:21+02:00 27 Novembre 2020|Categories: Salute, Star bene|0 Commenti