Imparare a dire di no per dare attenzione a se stessi

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Imparare a dire di no per dare attenzione a se stessi

  • imparare a dire di no

Essere sempre compiacenti e non saper dire di no diminuisce la nostra autostima e lascia spazio a sentimenti come la solitudine e il fallimento. Perché è importante imparare a dire di no e come farlo nelle situazioni di vita quotidiana

Nella vita di tutti i giorni ci viene insegnato che dobbiamo imparare ad essere comprensivi e a volte adattarci agli altri. Ci sono persone che per varie ragioni, come la mancanza di autostima o la sensazione che se non soddisfano le aspettative degli altri non saranno amate, cedono sempre fino al punto di entrare in crisi.

Come saper dire di no e perché dire ci sembra così difficile

Dare aiuto agli altri ed essere generosi apporta sicuramente dei benefici, ciò nonostante è importante dare priorità e attenzioni a noi stessi. Bisognerebbe essere flessibili senza arrivare a dividerci in due per compiacere sempre gli altri e mettere i loro i bisogni davanti a noi.

Quando non riusciamo a mettere dei limiti in qualche modo finiamo per non rispettarci, come se diventassimo “invisibili” a noi stessi e tutti gli altri avessero il diritto di decidere per noi. Capita molto spesso che quando ci ritroviamo a “dire di no” per stabilire dei limiti nei confronti degli altri, questo ci faccia sentire in imbarazzo.

Molte ricerche dimostrano che è più semplice rispondere con un sì di fronte a una richiesta perché dire di no può creare disagio emotivo. Si possono provare emozioni negative, ad esempio:

  • Si prova vergogna
  • Ci si sente in colpa
  • Si teme di essere giudicati negativamente dall’altro

Da dove nasce questo disagio emotivo?

La paura di dire di no richiama a qualcosa di spiacevole, spesso associato al fallimento e alla frustrazione causata dal rifiuto ricevuto, ci fa sentire poco sensibili. Pensiamo che il no potrebbe creare un muro nella relazione, che potrebbe essere frainteso o percepito come una chiusura delle possibilità che allontana l’altro.

Dire di no senza sentirsi in colpa

Non c’è niente di sbagliato nell’aver timore di dire di no. Allo stesso tempo non è salutare assecondare sempre le richieste dell’altro.

  • Dire di no permette di affermare se stessi e mettere in luce i propri bisogni
  • Inoltre permette che gli altri ci possano riconoscere per quello che siamo anche se non si è d’accordo con loro
  • Fa capire all’altro che siamo persone con esigenze proprie da considerare e rispettare

Diversamente rispondere sempre di sì anche quando si pensa l’esatto contrario cela la necessità di voler essere compiacenti nei confronti dell’altro, perché si ha timore che possa accadere qualcosa che poi diventa difficile da gestire.

Come dire di no al capo

Pensiamo al contesto lavorativo. Dire di di no al capo potrebbe sembrare che non vuoi lavorare o non sei in grado di portare a termine il tuo lavoro. Questo è il ragionamento comune: in realtà sarebbe importante riuscire a condividere con lui che assumendo troppi impegni rischieresti di peggiorare la tua produttività compromettendo anche una buona riuscita.

Spesso si teme che il no possa generare un conflitto e che possa comportare delle conseguenze difficili da sostenere in futuro. A volte subentra anche la paura di perdere un’occasione che non si potrà più ripresentare.

Quando questo succede:

  • la nostra autostima diminuisce,
  • spesso lascia spazio a sentimenti come la solitudine e il fallimento.

Essere sempre compiacenti con gli altri senza mai fare quello che vogliamo ci porterà a stare male con noi stessi, arriveremo a credere che “non valiamo nulla” e non abbiamo alcun potenziale da mettere in gioco.

Fare quello che gli altri ci chiedono ha dunque un prezzo: comporta la rinuncia ai nostri desideri e alle nostre aspirazioni. Questo ci porta a sperimentare continue sensazioni di fallimento per ciò che sarebbe potuto succedere o per un accumulo di illusioni perse e sogni irrealizzati.

Perché è importante dire di no ai bambini

Secondo la letteratura il no in età infantile ha una funzione educativa e protettiva.

Con funzione protettiva si intende quella funzione volta a proteggere il bambino dai pericoli a cui si espone non appena entra in contatto con l’ambiente circostante, non essendo ancora capace di gestirsi autonomamente. Il bambino soprattutto in età prescolare va continuamente incontro a dei rischi: rischio di farsi male, fare male agli altri senza esserne consapevole.

Nelle prime tappe dello sviluppo si percepisce un netto dislivello nella relazione madre-bambino, dove uno è adulto e l’altro non lo è. Tale asimmetria appare però funzionale allo sviluppo del bambino e ai processi evolutivi che lo porteranno a diventare una persona.

La funzione positiva dei limiti e dei divieti mira alla maturazione del bambino, in termini di persona con bisogni specifici e unici. Inoltre, verte anche allo sviluppo del senso morale e del senso etico del giovane, determinando la nascita di quella corazza necessaria a non sviluppare disturbi comportamentali ed emotivi come ad esempio disturbi della condotta, disturbi legati alla disregolazione emotiva, disturbi del controllo degli impulsi, disturbo antisociale di personalità.

Costruire la propria identità grazie ai no ricevuti da bambini

Premi, divieti e punizioni se ben equilibrati sono indispensabili per far propri valori e norme fondamentali perché il bambino possa costruire la sua identità sul piano sociale, cognitivo, emotivo, sessuale e lavorativo.

È importante far capire ai bambini e agli adolescenti che una vera amicizia (o un amore) non si basa sull’approfittarsi dell’altro, ma è un rapporto fondato sul rispetto dove ognuno ha i propri spazi, i propri tempi e caratteristiche individuali.
Dire di no non significa essere egoisti, significa riconoscere le proprie esigenze e imparare a farle vedere agli altri in una relazione paritaria.

Come dire di no senza offendere l’altro?

È importante prendere coscienza del fatto che dire di no è assolutamente naturale ed è legittimo farlo.

  • Non è vero che gentilezza e reputazione personale appartengono solo a chi non dice mai di no. Spesso fare le cose contro la propria volontà ci porta a covare rabbia e risentimento.
  • Contemplare che nessuno sarà mai d’accordo con tutto quello che facciamo o diciamo: bisognerebbe affrontare pertanto la paura delle critiche e del giudizio dell’altro.
  • Dimostrare di essere sempre tanto disponibili rischia di alimentare l’idea che tutti in qualsiasi momento possano contare su di voi. È importante saper rifiutare le proposte che non vi vanno, gli altri si accorgeranno che anche voi sapete dire di no e impareranno a rispettarvi.
  • Per rimanere produttivo e ridurre lo stress è importante imparare a valorizzare il tuo tempo, considerarlo prezioso definendo meglio le tue priorità.

Abbandonare la modalità passiva di relazionarsi con gli altri

Non bisogna confondere la disponibilità (dimensione legata ad una libera decisione) dall’obbligo percepito di accondiscendere alle richieste altrui, che a volte nasce nelle persone eccessivamente abituate ad ubbidire che hanno ricevuto un’educazione rigida e punitiva. Questo atteggiamento costituisce una modalità passiva di relazionarsi con gli altri, con la conseguenza di continuare ad accumulare ansia e malcontento.

Corsi per imparare a dire di no

Esistono dei corsi sulla comunicazione assertiva che lavorano sul rispetto delle tue priorità ed esigenze. La comunicazione assertiva propone validissime strategie per esprimere se stessi senza prevaricare o rifiutare l’altro mediante l’utilizzo anche di laboratori esperienziali in cui vengono proposte tecniche di analisi e ci si focalizza sulla gestione delle relazioni.

Corsi di coaching possono aiutare ad abbracciare questa forma di cambiamento nel proprio stile di vita. Grazie alla figura del coach è possibile intraprendere un percorso di gestione dello stress per equilibrare i propri comportamenti e gestire gli impegni della vita lavorativa e di quella privata, avendo come priorità se stessi e i propri bisogni.

Un percorso psicologico potrebbe essere utile per rafforzare l’autostima e diventare più consapevoli di cosa comunichiamo e come lo facciamo oltre che lavorare sulla gestione del conflitto con l’altro e le paure ad esso collegate.
Solo partendo dal riconoscimento di sé e dei propri bisogni si riuscirà a mettere al centro se stessi e a capire quando si fa una cosa per senso del dovere o quando la si fa con serenità.

Un proverbio tibetano recita: “Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta verso nord” partire da sé, ascoltare cosa ti comunicano le emozioni e metterti in contatto con i tuoi bisogni, sono quindi i presupposti per vivere in modo consapevole, felice ed equilibrato, il tutto condito con qualche no in più.

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2021-03-30T17:29:48+02:00 25 Febbraio 2021|Categories: Salute, Star bene|0 Commenti