Cervicale: 6 cose che (forse) ancora non sai

//Cervicale: 6 cose che (forse) ancora non sai

Cervicale: 6 cose che (forse) ancora non sai

Tanto comune quanto doloroso e fastidioso, il dolore cervicale non va mai sottovalutato. Ecco 6 cose da sapere per riconoscerlo, prevenirlo e curarlo

La cosiddetta “cervicale”, meglio conosciuto come cervicalgia, è un dolore che molti sperimentano almeno una volta nella vita. Causato da diversi fattori, è importante non ricorrere all’autodiagnosi e rivolgersi il prima possibile a un professionista della riabilitazione. 

Colpisce il 30-50% delle persone ogni anno 

Il dolore cervicale, conosciuto anche come cervicalgia, è uno dei dolori più comuni tra la popolazione. Si stima infatti che ne soffra circa il 30-50% della popolazione e che il 15% delle persone sperimenti il dolore cervicale con continui episodi ricorrenti nella sua vita.

Non è (quasi) mai causato dal freddo

È nel pensiero comune che il freddo e l’umidità creino o amplifichino i dolori cervicali. Tuttavia, gli studi sono ad oggi ancora discordanti: seppur appaia dalle ultime ricerche una maggiore relazione tra temperatura-umidità e dolore, non è ancora oggi possibile stabilire con esattezza quanto questa relazione sia forte e quali ne siano i meccanismi alla base.

Può avere diverse cause

Al contrario, il dolore cervicale non ha una sola causa. Le tre principali sono: 

  • traumatica: come nel caso di colpo di frusta, infortuni sportivi, cadute e traumi diretti alla testa e al collo;
  • degenerativa: termine che può indicare disordini minori come degenerazione discale, ma anche patologie maggiori come la stenosi del canale laterale, radicolopatie, stenosi del canale centrale, mielopatie;
  • meccanica (atraumatica): definita anche idiopatica o aspecifica, è la causa più comune. È correlata a disfunzioni del movimento e a problemi posturali.

La maggior parte dei dolori cervicali sono di origine muscolo-scheletrico ma, in misura meno comune, può essere anche sintomo di cause non muscolo-articolari come infezioni, tumori, disordini vascolari, disturbi neurologici e viscerali. Considerando inoltre che tutte le strutture della colonna cervicale sono innervate e che disfunzioni al cingolo superiore e all’articolazione temporo-mandibolare possono riferire il dolore nella zona del collo, la valutazione clinica con uno specialista fisiatra è consigliata, al fine di indagare e inquadrare la/le reali cause del problema.

Ne soffrono più le donne che gli uomini 

Alcuni studi dimostrano che i dolori cervicali sono più comuni nella donna che nell’uomo. Ma non solo, essi si concentrano principalmente nella fascia di popolazione compresa tra i 35 e i 55 anni con familiarità e precedenti episodi di dolore cervicali. Interessante notare poi che la cervicalgia è più diffusa nei fumatori, persone con distress psicologico e nei colletti bianchi, ovvero lavoratori al computer, soprattutto per quelli con scarso supporto sociale, alte richieste lavorative e gesti ripetitivi. 

Il caldo e i massaggi spesso non sono sufficienti

Le terapie come calore o massaggio possono essere percepite come benefiche, ma da sole spesso non bastano. L’indicazione è quella di inserirle in un trattamento multimodale (ovvero costituito da più terapie, di cui le più efficaci sottocitate) sotto la supervisione degli specialisti della riabilitazione, il fisiatra e il fisioterapista. 

Leggi anche: “Il medico fisiatra: di cosa si occupa?”

La prima cura è il movimento 

Abitudini di vita sane, una buona qualità del sonno, una buona capacità di gestione dello stress, predisposizione al movimento, esecuzione regolare di attività sportiva e una corretta informazione, sono tutti elementi fondamentali per prevenire il rischio di dolore cervicale. La valutazione del fisiatra e del fisioterapista permette poi di raccogliere tutti gli altri elementi disfunzionali che necessitano di una correzione. Riguardo per esempio al lavoro con pc, l’utilizzo di sedie e scrivanie ergonomiche può sicuramente ridurre il rischio di tensioni sbilanciate prolungate, ma l’indicazione che ritroviamo ad oggi nella letteratura scientifica è soprattutto quella di cercare di muoversi quando possibile, di eseguire esercizi di mobilità, rinforzo muscolare e di praticare attività sportiva.  

2020-10-22T11:53:00+02:00 21 Ottobre 2020|Categories: Alimentazione|Tags: |0 Commenti